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Una notte NBA fuori dal comune ha ribaltato pronostici, classifiche e umori: 12 partite dense di punti, rimonte e due overtime hanno ridisegnato il quadro a poche giornate dal termine della stagione regolare. Quello che conta oggi è capire come questi risultati incidano su seed, fiducia dei giocatori e possibili incroci nei playoff.
Il piatto forte è arrivato ad Atlanta, dove una partita da cardiopalma ha visto gli Atlanta Hawks spuntarla 130-129 contro i Detroit Pistons dopo un overtime. La squadra di casa ha annullato quasi 20 punti di svantaggio e si è affermata grazie ai 27 complessivi di CJ McCollum e Jalen Johnson, mentre Detroit ha risposto con la doppia-doppia da 26+14 di Jalen Duren, senza però centrare il colpo vincente.
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I Los Angeles Lakers hanno battuto 137-130 gli Indiana Pacers, trascinati da una serata da 43 punti di Luka Dončić, con Austin Reaves e LeBron James a supporto. Per gli avversari, Pascal Siakam ha toccato quota 20, ma è stata la regia di Andrew Nembhard (19 assist) a tenere i Pacers in partita fino alla fine.
I Philadelphia 76ers hanno messo a referto un punteggio rarissimo: 157-137 contro i Chicago Bulls. Sei giocatori in doppia cifra, con Joel Embiid autore di 35 punti e Paul George a 28, mentre dalla panchina i Bulls hanno trovato produzione ma non sufficiente per riprendere il controllo.
I Boston Celtics si sono imposti 119-109 sugli Oklahoma City Thunder, con Jaylen Brown a 31 e Jayson Tatum protagonista sotto i tabelloni. Shai Gilgeous-Alexander ha segnato 33 per i Thunder, ma non è bastato.
Storie a sé: i Miami Heat hanno espugnato Cleveland per 120-103 con una distribuzione dei punti corale; i San Antonio Spurs hanno dominato i Memphis Grizzlies e Victor Wembanyama ha prodotto un’altra doppia-doppia da 19+15. Infine, curiosa la vittoria di Minnesota in overtime contro Houston: i Minnesota Timberwolves hanno avuto la meglio 110-108 grazie al canestro decisivo di Julius Randle, nonostante i 30 a testa di Kevin Durant e Alperen Şengün per i Rockets.
- Prestazioni individuali da segnalare: Jamal Murray 53, Nikola Jokić 23 punti-21 rimbalzi-19 assist, Joel Embiid 35.
- Punteggi estremi: Philadelphia 157 punti, match ad altissimo punteggio che riapre il dibattito sui ritmi offensivi della lega.
- Influenze in classifica: alcune vittorie e sconfitte alterano la corsa per i piazzamenti nei playoff, specialmente nella Western Conference.
La serata in cifre
Di seguito i risultati completi della notte, utili per seguire l’evoluzione della corsa ai playoff e le principali tendenze offensive e difensive emergenti:
- Detroit Pistons – Atlanta Hawks 129-130 (dts)
- Indiana Pacers – Los Angeles Lakers 130-137
- Philadelphia 76ers – Chicago Bulls 157-137
- Boston Celtics – Oklahoma City Thunder 119-109
- Cleveland Cavaliers – Miami Heat 103-120
- Memphis Grizzlies – San Antonio Spurs 98-123
- Utah Jazz – Washington Wizards 110-133
- Minnesota Timberwolves – Houston Rockets 110-108 (dts)
- Denver Nuggets – Dallas Mavericks 142-135
- Golden State Warriors – Brooklyn Nets 109-106
- Portland Trail Blazers – Milwaukee Bucks 130-99
- Los Angeles Clippers – Toronto Raptors 119-94
Particolarmente significativa la prestazione dei Denver Nuggets, che hanno dovuto lottare ma sono usciti vittoriosi 142-135 sui Dallas Mavericks, grazie a un super Jamal Murray da 53 punti e al sempre dominante Nikola Jokić. Un risultato che conferma la profondità offensiva della squadra e alza il livello di attenzione verso possibili incontri di alto valore nei playoff.
La nottata ha anche evidenziato alcune questioni aperte: gestione degli infortuni, scelte di rotazione negli ultimi minuti e la capacità di alcune franchigie di reagire alla pressione. Con poche giornate al termine della regular season, ogni partita assume più peso e ogni individualità può cambiare le prospettive di una squadra.
Nel breve termine, vale la pena monitorare le condizioni fisiche dei protagonisti e se le squadre sapranno mantenere questo ritmo offensivo o torneranno a una gestione più conservativa in vista dei playoff.












