Devozioni, il nuovo film di Gianfranco Pannone, arriva al Bif&st come evento speciale: la proiezione è in programma lunedì 23 marzo alle 18. L’opera mette al centro la Lucania interna e solleva una domanda attuale: come si custodisce il senso del sacro in territori che affrontano spopolamento, trasformazioni paesaggistiche e tensioni civili?
Prodotto da Clipper Media con la collaborazione di Rai Cinema, il film è sostenuto dal MIC e da enti territoriali della Basilicata. Più che un documentario tradizionale, è un ritratto stratificato di comunità che resistono tra memoria e cambiamento.
Un viaggio nella Lucania profonda
Garante privacy ordina rimozione dei deepfake su Mentana: Striscia sotto accusa per violazione
Carabinieri, chiude l’anno accademico 2025/2026 della scuola ufficiali
Pannone percorre la dorsale appenninica alla ricerca di pratiche e persone che mantengono vivi legami con il sacro. La narrazione evita la celebrazione nostalgica: l’intento è indagare ciò che resta, osservando come ritualità, dialetti e canti popolari convivano con elementi nuovi del paesaggio.
Nel film affiorano immagini di conventi in bilico, donne veggenti, reminiscenze pasoliniane e, con crescente presenza, le pale eoliche che segnano i crinali. È proprio in queste sovrapposizioni che emerge la tensione drammatica della regione: un territorio in cui antico e moderno si confrontano ogni giorno.
Figure e contraddizioni
Tra i protagonisti spiccano Antonio e suo padre Ciro. Antonio è ritratto come un uomo che concilia fede e impegno civile — una posizione che il regista definisce significativa nel contesto contemporaneo. La famiglia, i gesti quotidiani, la cura del territorio sono rappresentati come pratiche che tengono insieme una fragile comunità.
- Tema centrale: la ricerca del “sacro perduto” in un presente caratterizzato da mutamenti rapidi.
- Contesto: Lucania interna, crinale appenninico, paesaggi segnati dall’eolico e dallo spopolamento.
- Personaggi: testimoni della quotidianità rurale — famiglie, veggenti, religiosi, attivisti locali.
- Tono del film: osservativo e indagatore, lontano dalla retorica e dalla nostalgia semplice.
Il racconto cinematografico non nasconde le ferite: villaggi che perdono abitanti, conventi con timori di chiusura, tradizioni che rischiano di affievolirsi. Tuttavia Pannone mostra anche la resilienza delle pratiche collettive e l’importanza di un linguaggio condiviso, fatto di gesti e silenzi.
Perché questo film conta oggi
In un momento segnato da conflitti globali e da crescenti polarizzazioni, Devozioni propone un controcampo: storie locali che interrogano la possibilità di un senso comune. L’opera suggerisce che la devozione possa essere più una pratica quotidiana che una certezza dogmatica, e che la cura del territorio e dei legami sociali abbia una valenza anche politica.
Questa lettura del sacro come pratica concreta porta lo spettatore a riconsiderare il ruolo delle piccole comunità nell’epoca delle grandi crisi: non semplici reliquie del passato, ma luoghi in cui si sperimenta una diversa idea di convivenza.
Il film sarà visibile al Bif&st il 23 marzo; per chi segue temi di patrimonio culturale, ambiente e religiosità contemporanea, offre spunti significativi per riflettere su come si costruisca senso in tempi di trasformazione.
«Devozioni» invita a guardare oltre l’immagine stereotipata della “perdita”: la sua forza sta nella capacità di ascoltare voci marginali e di trasformare il racconto del sacro in una riflessione attuale sul vivere insieme.












