Deportati dagli Usa: salvadorani scompaiono al rientro, cresce l’allarme per rapimenti

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Un rapporto recente di Human Rights Watch, rilanciato dalla Reuters, accusa il governo di El Salvador di aver nascosto al mondo la sorte di alcuni cittadini rimpatriati dagli Stati Uniti, trattenuti per settimane in condizioni estreme e senza accesso a un processo. La questione è attuale perché solleva dubbi sulla responsabilità delle autorità statunitensi e salvadoregne nella gestione delle deportazioni e sui diritti fondamentali negati a queste persone.

Human Rights Watch sostiene che, dall’inizio del 2025, oltre 9.000 persone sono state espulse dagli Stati Uniti verso El Salvador; tra queste, almeno 11 salvadoregni sarebbero stati sottoposti a pratiche assimilabili a sparizioni forzate. Il reportage, basato su interviste con familiari e avvocati, mette in luce una procedura senza trasparenza: nessuno degli 11 avrebbe avuto accesso a un giudice né la possibilità di comunicare con i propri cari dopo il rimpatrio.

Detenzione in regime di massima sicurezza

Secondo il documento, alcuni rimpatriati sono stati trasferiti nel carcere di massima sicurezza conosciuto come Cecot, progettato per detenuti considerati particolarmente pericolosi. Qui vige un regime di isolamento che può raggiungere le 23 ore al giorno, con contatti limitati sia con il personale sia con gli altri prigionieri.

Le descrizioni raccolte da HRW evidenziano che la permanenza in questi moduli è spesso indefinita: i detenuti non sanno per quanto tempo resteranno isolati, né quali siano le accuse contro di loro — quando accuse ci sono.

La tesi delle autorità e le critiche

Le amministrazioni statunitense e salvadoregna, finora, non hanno fornito prove pubbliche che colleghino gli espulsi a gang criminali. Fonti ufficiali americane avrebbero giustificato alcune espulsioni facendo riferimento all’Alien Enemy Act del 1798, norma raramente impiegata in tempi moderni e pensata per emergenze in tempo di guerra.

Human Rights Watch, tramite la sua direttrice per le Americhe Juanita Goebertus, ha chiesto a Washington di cessare le espulsioni verso procedure carcerarie opache, sottolineando la responsabilità statunitense nel garantire che i rimpatri non conducano a violazioni dei diritti umani.

Dal canto suo, il governo di El Salvador non ha risposto pubblicamente alle richieste di commento sulla vicenda. Il contesto interno resta segnato dallo stato d’emergenza dichiarato nel marzo 2022 dal presidente Nayib Bukele, che ha consentito arresti di massa e limitazioni procedurali tuttora in vigore.

Numeri chiave

  • Oltre 9.000 deportazioni dall’inizio del 2025 verso El Salvador.
  • 11 salvadoregni segnalati da HRW come detenuti senza processo dopo il rimpatrio.
  • 23 ore al giorno: isolamento massimo segnalato nel carcere Cecot.
  • 10,5%: la percentuale di persone deportate che risultano condannate negli USA per reati violenti o potenzialmente violenti, secondo HRW.

Alcuni degli 11 rimpatriati sono stati imbarcati insieme a 252 cittadini venezuelani; le espulsioni verso El Salvador hanno già scatenato contestazioni legali e l’attenzione delle organizzazioni per i diritti umani.

Perché conta per i lettori

La vicenda solleva diversi interrogativi pratici: quali garanzie hanno le persone rimpatriate di non essere sottoposte a maltrattamenti? Che ruolo hanno gli Stati Uniti nel prevenire il rischio di abusi una volta completata l’espulsione? E che impatto ha questo flusso di rimpatri sulla stabilità istituzionale e sul rispetto del diritto costituzionale in El Salvador?

Se la dinamica denunciata venisse confermata, le conseguenze potrebbero includere ricorsi legali negli Stati Uniti, pressioni diplomatiche internazionali e nuove sfide per le organizzazioni di tutela dei diritti umani. Inoltre, la situazione rischia di aggravare la condizione delle persone più vulnerabili e di normalizzare pratiche che sottraggono il controllo giudiziario ai casi più delicati.

Human Rights Watch ha dichiarato l’intenzione di proseguire le indagini e di rendere pubbliche ulteriori testimonianze. Nel frattempo, la comunità internazionale e i meccanismi di tutela dei diritti umani restano in attesa di risposte documentate dalle autorità coinvolte.

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