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Un passaggio decisivo per il progetto NBA Europe a Roma sembra essersi concretizzato: esiste un precontratto che punta a trasferire a Roma il diritto di partecipare alla Serie A dalla stagione 2026-2027. La novità apre scenari concreti sul ritorno del basket di alto livello nella Capitale e mette in movimento istituzioni, investitori e club locali.
Chi sono i protagonisti
Al centro della cordata figura Donnie Nelson, dirigente con lunga esperienza ai Dallas Mavericks e noto per aver avuto un ruolo nelle scelte che hanno portato in Texas giocatori di livello internazionale. Nomi internazionali vengono fatti come soci della nuova compagine, e se alcuni sono stati citati pubblicamente, altri sono ancora avvolti nel riserbo; in alcuni casi le segnalazioni sono state anche smentite da fonti vicine agli interessati.
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Nel gruppo sono presenti figure con esperienza nel basket italiano: tra queste Roberto Carmenati, ex scout legato ai Mavericks, e Rimantas Kaukenas, ex giocatore di lungo corso in Serie A che sarebbe stato indicato come referente sul territorio per la cordata.
Cosa prevede il piano e i tempi
La proposta arrivata agli organismi federali è articolata: la nuova proprietà intende acquisire il diritto sportivo oggi detenuto da Cremona per inserirsi nella massima serie a partire dalla stagione 2026-2027. Si tratta di un precontratto, non ancora di un passaggio definitivo, ma abbastanza avanzato da far programmare incontri istituzionali e tecnici.
- Obiettivo sportivo: subentro nel titolo di Serie A per il 2026-27.
- Investitori: cordata guidata da Donnie Nelson; altri partner non ancora ufficializzati.
- Referenti italiani: professionisti con esperienza nei club e nello scouting nazionale.
- Prossimi passi: nuovi confronti in agenda, incluso un incontro previsto durante l’All-Star Weekend di Los Angeles.
Impatto sui club romani
Le realtà agonistiche della città non sono spettatrici passive. La ricostruzione di una squadra di alto livello comporterebbe ripercussioni su club che oggi competono nei campionati inferiori e regionali, dalla gestione dei tesseramenti alle risorse economiche e agli sponsor.
Al momento la mappa delle società capitoline è frammentata: la Virtus Roma 1960, guidata da ritorni alla vecchia identità societaria, è protagonista in Serie B; la Luiss è nelle posizioni di vertice ma in flessione. In categorie interregionali emergono formazioni come Carver e la compagine nata dall’unione di Stella Azzurra ed Eurobasket. Sarà cruciale capire come la nuova proprietà intenderà dialogare con questi club per creare un progetto sostenibile sul territorio.
Arena e infrastrutture
Per le prime stagioni l’impianto scelto sarebbe il PalaEur, la storica arena delle Olimpiadi del 1960 che ha ospitato i cicli vincenti della Virtus Roma. Sul medio termine, tuttavia, la cordata punta a un restyling del Centrale del Foro Italico con un tetto retrattile e una capienza portata a circa 13.500 spettatori: un intervento che richiederà tempi e autorizzazioni ma che definirebbe il teatro definitivo delle partite di alta leva.
Cosa cambia per i tifosi e per il movimento
Il ritorno di un progetto di questo tipo in una capitale europea ha effetti concreti:
- maggiori opportunità di visibilità internazionale e sponsorizzazioni;
- potenziali ricadute sui settori giovanili e sui percorsi di sviluppo locale;
- necessità di coordinamento tra federazione, club esistenti e nuovo soggetto proprietario per evitare sovrapposizioni e conflitti calendariali.
La partita amministrativa e tecnica non è chiusa: serve la formalizzazione del passaggio di titolo, l’ok degli organi federali e la definizione dei partner economici. Nelle prossime settimane saranno decisivi gli incontri in calendario, a cominciare dall’All-Star Weekend, dove i promotori del progetto cercheranno conferme e nuovi interlocutori.
Per i tifosi romani la domanda immediata è semplice: sarà possibile tornare a vedere basket di livello nazionale e internazionale nella Capitale? Se il precontratto verrà confermato, i prossimi 12–18 mesi saranno determinanti per trasformare l’ipotesi in realtà.












