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A Saint‑Nazaire, una piccola caffettiera è diventata il segno tangibile di un passaggio di testimone tra scrittori: un oggetto che racconta come si respira qui, tra l’oceano e le officine navali. Questo diario‑lettera, lasciato nella Maison des Écrivains Étrangers et des Traducteurs (MEET), spiega perché la residenza conta adesso — per la continuità delle pratiche creative e per il confronto tra lingue e memorie.
Buonasera Mostafa,
È la sera del 26 ottobre 2025. Questa è la mia ultima notte a Saint‑Nazaire dopo due mesi alla MEET. Sto percorrendo il lungomare, quel camminamento di cemento che corre sopra la città, e detto al telefono quel che vorrei conservarmi: parole, appunti, impressioni da lasciare a chi verrà dopo di me. Non ti conosco, ma so perché sarai qui: la scrittura ti ha messo in cammino.
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Una solitudine condivisa
La residenza concede tempo e isolamento, ma non isolamento totale: porta con sé una comunità invisibile fatta di testi, tracce e precedenti. Con le parole si dialoga con ciò che ci ha formato — una tradizione linguistica, le storie degli antenati, i libri che si sono accumulati — e allo stesso tempo si rimette in gioco il futuro, perché chiamare qualcosa significa aspettarsi che esista o diventi più vicino.
Forse parli persiano, eppure so che la tua lingua, come tutte, è un magazzino di esperienze: ogni lemma riporta un passato e contiene attese non ancora realizzate. Nominarle è anche sollecitare il loro compimento. In questa residenza, la vicinanza con le parole diventa più intensa; alcuni momenti saranno di esaltazione, altri di dubbio. Succede a tutti i residenti.
Camminando, dettavo appunti al telefono — come faccio ora — e spesso trasformavo quel flusso in uno strumento di lavoro: tenere traccia di errori, intuizioni, capitoli da rivedere. Ti racconto questo perché il metodo può essere più utile di qualsiasi consiglio statico.
Il paesaggio che lavora
Dalla finestra dell’appartamento al decimo piano di Le Building la prima cosa che prende è il cielo: enorme, mutevole, protagonista. Ma non si tratta soltanto di bellezza. Il panorama è mitigato dalle vestigia industriali e militari — la vecchia base sottomarina riqualificata, il giardino sul tetto di Gilles Clément, i cantieri dove si costruiscono navi gigantesche — elementi che riportano il sublime alla misura del quotidiano.
Alla foce della Loira l’incontro tra fiume e oceano impone una prospettiva diversa: ciò che qui sembra eterno prende forma come un continuo mescolarsi di storie e correnti. Guardare questo punto di congiunzione aiuta a pensare la scrittura come un movimento di affluenza e dispersione insieme.
Il vento, la città, i tempi
Il vento è quasi un personaggio qui: a volte ti spinge, a volte ti frena. In giorni particolarmente vividi lo sentirai come una resistenza fisica; altre volte sarà il motivo che ti porterà a camminare più veloce. Per me è stato un promemoria: le parole non sono mai neutre, hanno peso e direzione.
Ho visto la città rinascere dopo la guerra, passeggiato nelle file di case ricostruite e nei centri medievali vicini, e sono stato spettatore di momenti pubblici intensi: manifestazioni, proiezioni, incontri. Qui la vita culturale è viva e, quando la politica esplode nelle piazze, non esita a prendersi la scena.
- Cosa aspettarsi: vento forte, alzate e calate del ponte del Petit Maroc, traffico marittimo sul canale.
- Luoghi da vedere: la base sottomarina e il suo giardino, le saline di Guérande, la spiaggia di Saint‑Marc‑sur‑Mer.
- Consigli pratici: porta una moka o usala come scusa per iniziare conversazioni; tieni un registratore vocale per le passeggiate serali.
- Ambiente di lavoro: silenzio e routine sono frequenti; approfitta delle ore più tranquille per lavorare a testa bassa.
Incursioni e ricordi
Le mie escursioni non sono state solo turistiche: ho visitato mostre sulla ricostruzione cittadina, ho cercato i luoghi di cinema e letteratura locali, e ho attraversato la Brière con i suoi villaggi di paglia. Ho visto anche la città in rivolta, e l’energia di quelle piazze è diventata materia per pensieri critici e immagini narrative.
Ma la ragione principale per cui sono venuto qui era scrivere. Le “incursioni” vere, per me, sono sempre state dentro le parole: andare a esplorarle, provocarli, lasciarle sorprendere me.
Il Cammino dei Doganieri — il Chemin des Douaniers — mi ha fatto pensare a frontiere semantiche, a cosa si può far passare oltre i limiti imposti. È un percorso che alterna tratti pavimentati e sentieri sterrati; verso il Fort de Villès Martin ho infilato le dita nell’acqua e ho pensato, banalmente e utilmente, alla misura di quello che scrivo: minuscolo rispetto all’oceano, ma non per questo inutile.
La moka come testimone
Ho voluto lasciare un oggetto concreto: una Moka — non per celebrare un gesto domestico, ma come simbolo operativo. Il suo funzionamento racconta qualcosa che ha a che fare con la scrittura: acqua che si riscalda, sale attraversando il filtro, cambia e raggiunge la camera superiore. È un processo di trasformazione che somiglia a quello creativo: qualcosa che emerge dal basso e si manifesta in superficie.
Il rumore che fa quando il caffè è pronto non è soltanto meccanico; per me è un richiamo a uscire dalla riserva, a far sì che le idee lascino il sottosuolo e prendano corpo. Ti lascio questa moka perché sia uno stimolo: usala, guardala, raccontala. Potrà diventare uno stratagemma per far iniziare conversazioni o un pretesto per fermarsi e osservare.
Qualche nota finale per te, prima che prenda possesso dell’appartamento:
- Apri le grandi finestre al mattino: il cielo influisce sul tono delle pagine.
- Non stupirti se una giornata è fatta di scrittura brillante e di blocchi improvvisi: è normale.
- Esci quando puoi: i luoghi intorno alla Loira sono ottimi per prendere distanza dalle idee.
- Se senti il bisogno, lascia al tuo successore qualcosa di piccolo e utile: una parola, un oggetto, un consiglio.
Ti lascio con questo saluto breve. Le parole che ho raccolto qui non sono definitive; sono solo ciò che posso consegnare ora. Buon lavoro e buon tempo alla MEET, Mostafa.
Tiziano












