L’invasione della plastica è ormai un problema molto serio, a farne le spese non è soltanto l’ecosistema terreste e marino, ma anche la salute umana. Nel giro di questi ultimi decenni le rinomate spiagge di Foce e Isola Varano hanno visto la presenza graduale di migliaia di scarti di retine adoperate per la mitilicoltura, fino a far diventare il litorale quasi come un tappeto colorato da plastica.

Uno scenario prossimo alla devastazione, che riguarda anche i fondali marini con tutta la fauna ittica, pescata e messa in vendita sui banconi. La plastica è già un elemento presente nella nostra dieta quotidiana, bisogna farne una ragione, anche se non la percepiamo dato che è disgregata in minuscole particelle. Per esattezza ci “nutriamo” di microplastica per una quantità di circa 5 grammi a settimana, equivalente al peso di una carta di credito.

Retine per la mitilicoltura abbandonate sul litorale di Isola Varano

Per il Dr. Primiano Schiavone, Segretario Regionale dell’Associazione ONLUS “Ambiente e/è Vita”, è un “problema di cultura”. “Gli interventi di Plastic Tax non producono gli effetti voluti – commenta Schiavone – l’effetto voluto si produce con la restituzione della plastica. Non è un problema di tassazione o detassazione della plastica, ma di incentivi che vanno utilizzati per lo smaltimento di queste sostanze inappropriate. È una questione di cultura del riciclo e del riuso della plastica”.

Di mitilicoltura il Dr. Schiavone ne sa qualcosa, suo padre era un produttore e commerciante di cozze, con al seguito un personale che innestava i mitili con delle corde composte da materie vegetali. “Le retine di plastica potrebbero essere sostituite con le fibre vegetali, così come venivano usate negli anni ’50 e ’60” ci riferisce il Dr. Schiavone. Un ritorno al passato, così come sta avvenendo in molti altri campi, potrebbe essere una possibile soluzione, tutta ecosostenibile, per far fronte ad una delle problematiche più preoccupanti di questa era.

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