La leggenda di Uria merita di essere raccontata, tramandata e anche esaminata. La storia quasi millenaria, che riguarda la misteriosa città sommersa nel Lago di Varano, da secoli ha affascinato studiosi e scrittori, tra questi basti citare Giuseppe Del Viscio che nel 1921, pubblicò il volume “Uria – studio storico-linguistico-archeologico”.

Esattamente un secolo dopo la ricerca del Del Viscio, il Prof. Vito Carrassi, ricercatore di Letterature moderne comparate e docente di Storia delle tradizioni popolari presso l’Università di Bari, ha scardinato ogni aspetto di questa leggenda e di questi luoghi, partendo da una grande ricerca delle numerose fonti orali sul territorio. Frutto di questo lavoro è il libro pubblicato quest’anno “Il lago e la città scomparsa. Una leggenda eziologica nel Gargano settentrionale”.

“Mi definisco un Demonarratologo, mi occupo di cultura tradizionale e narratologo per quanto riguarda la ricerca della narrativa orale e nella scrittura”.  Ha riferito il Prof. Carrassi in un video collegamento. “La leggenda di Uria – ha spiegato – è di tipo eziologica, in altre parole è un racconto che spiega le origini di un luogo o le cause di un fenomeno”.

Il personaggio di Nunzia mi ha molto colpito – ha rivelato il Prof. Carrassi – perché è l’unica superstite del passato e la prima rappresentante del mondo nuovo”.

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