Vico del Gargano, 10 agosto 2021 – Francesco Maratea (1889-1977) è stato un giornalista di straordinario valore e spessore nel contesto italiano e internazionale. Figlio di questa terra, dove nacque nel 1889 a Vico del Gargano, già dai 15 anni iniziò a collaborare con il “Foglietto” di Lucera, seguito settimanale anche su scala nazionale. Il suo percorso giovanile nel mondo del giornalismo lo portò a scrivere per la “Gazzetta dell’Emilia, la “Gazzetta di Mantova”, la “Provincia di Como” per giungere poi al “Il Secolo” di Milano. Dal 1926 passò al “Giornale d’Italia” e infine al “Messaggero”, dove scriverà per cinquant’anni come esperto di politica estera. Nella sua grande e lunga carriera ha avuto modo di incontrare personalità complesse come De Gaulle, Churchill, Kruscev e Tito, seguendo i maggiori avvenimenti politici dell’epoca.

Dopo 44 anni dalla sua morte, suo nipote Giuseppe Maratea ha voluto dedicare un libro che raccoglie molti dei numerosi testi ed articoli scritti dallo zio Francesco durante la sua vita. Il libro, intitolato “Una vita per il giornalismo – Francesco Maratea, tra Aventino, Liberazione e “ tempi nuovi”, è stato presentato lo scorso 7 agosto a Vico del Gargano, sul sagrato della Chiesa di San Domenico, all’interno del ciclo di eventi letterari “Un libro per amico”. Molti gli intervenuti durante la serata: il giornalista Michele Angelicchio, il Prof. Giuseppe d’Avolio, l’avv. Antonella Laganella, la prof.ssa e giornalista Teresa Maria Rauzino e il direttore del quotidiano L’Attacco Piero Paciello.

“Non ha mai dimenticato le sue radici – ha riferito l’autore Giuseppe Maratea – Ha portato al Messaggero molti intellettuali che hanno fatto carriera nel mondo del giornalismo e della cultura, tra gli altri c’è anche Giuseppe Cassieri di Rodi Garganico”.

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