(fonte image: Casa Sollievo della Sofferenza)

San Giovanni Rotondo, 09 marzo 2021. La sindrome di Moschowitz, una malattia rara ematologica, è di per sé già una patologia complessa. Se a questa si aggiunge anche la malattia da Covid19, il quadro clinico diventa ancora più complesso. È così un 56enne di San Giovanni Rotondo ha dovuto affrontare in un sol colpo entrambe le patologie.

L’uomo, che a seguito di un peggioramento della capacità polmonare è stato intubato, ha ricevuto una terapia immunosoppressiva e diverse sedute di “plasma exchange”, una procedura di aferesi basata sullo scambio del plasma del paziente con plasma fresco congelato da donatore.

Nonostante le difficoltà, e un lungo ricovero di due mesi e mezzo, quell’uomo ce l’ha fatta. Ci è riuscito grazie alla sua forza di volontà e grazie al lavoro incessante delle unità di Ematologia, Anestesia-Rianimazione I e Centro Trasfusionale dell’IRCCS di Casa Sollievo della Sofferenza.

Soprattutto ce l’ha fatta grazie anche alle donazioni di sangue di centinaia di individui che, forse inconsapevolmente, gli hanno salvato la vita. Per guarire sono state necessarie 27 lunghe sedute di “plasma exchange” per infondergli circa 390 unità di plasma, emazie e piastrine.

Quando si dice che “donare il sangue dona la vita”, non è affatto un’affermazione iperbolica. Il Centro Trasfusionale ringrazia tutti i donatori di sangue di Opera Padre Pio che non fanno mai mancare il loro supporto.

fonte: Casa Sollievo della Sofferenza

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