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La colazione non è più confinata alle prime ore del mattino: oggi si trasforma in un prodotto esperienziale che occupa spazi, aumenta gli scontrini e ridefinisce come cominciamo la giornata. Per bar, pasticcerie e hotel la sfida è offrire qualcosa che valga più di un semplice caffè — e per i consumatori significa scegliere non solo cosa mangiare, ma come voler iniziare la giornata.
Secondo i dati più recenti di Fipe (2025) il mercato della prima colazione genera circa 6,9 miliardi di euro l’anno in Italia, con oltre 3 miliardi di consumazioni e uno scontrino medio vicino ai 2,3 euro, in crescita anno su anno. Il margine di sviluppo, tuttavia, non sta tanto nell’aumentare il prezzo del singolo cornetto quanto nel ripensare l’offerta come un’occasione: più tempo al tavolo, proposte salate accanto a quelle dolci, e servizio pensato per trattenere il cliente.
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Dal rito domestico all’esperienza pubblica
La pandemia ha cambiato i tempi del pasto: lo smart working e la necessità di ricreare piccoli piaceri quotidiani hanno spinto molti ad adottare la cosiddetta colazione lenta, un momento da vivere con calma anche a casa. Parallelamente è cresciuta l’idea che la colazione sia adatta a tutta la giornata: dal brunch al fenomeno del brinner, la colazione servita a ora di cena.
Nel panorama italiano emergono locali che hanno fatto di questa elasticità il proprio modello di business. A Roma, ad esempio, Bap — nato nel 2024 come torrefazione — ha esteso l’offerta fino a proporre colazioni complete in diversi fasce orarie, compresa una serata mensile dedicata al brinner, con proposte che spaziano dai lievitati dolci e salati a piatti pensati per la condivisione.
Il sapore del salato
Quello che fino a pochi anni fa era riservato ai buffet degli hotel è diventato mainstream: la pasticceria salata si è affermata come segmento in espansione. Laboratori e pasticcerie sperimentano versioni salate di classici dolciari, croissant farciti, panettoni reinterpretati e altre proposte che allargano il pubblico e rilanciano lo scontrino medio.
Andrea Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo racconta come l’introduzione di prodotti salati abbia spinto il fatturato della colazione e del brunch di circa il 15% nonostante la limitata capienza del locale. È l’esempio di come l’innovazione di prodotto, anche in formati familiari, possa tradursi in risultati economici concreti.
- Offerta ampliata: dolce e salato coesistono per allargare la clientela.
- Servizio curato: mise en place e rituali al tavolo aumentano la percezione di valore.
- Spazi ripensati: hotel e locali aprono sale e buffet anche a chi non soggiorna, trasformando la colazione in attrattore.
- Riduzione degli sprechi: formule à la carte per gli ingredienti deperibili diventano pratiche comuni.
Il ruolo del servizio e dell’ambiente
Non è solo quello che si serve: conta anche come e dove lo si serve. Marchesi 1824 a Milano sfrutta piccoli gesti — pane tostato servito al tavolo, alzatine con mini viennoiserie — per costruire un rituale riconoscibile che pesa molto sul fatturato. Allo stesso modo, hotel di lusso come il Mandarin aprono il buffet agli esterni, proponendo un’esperienza che può arrivare a cifre elevate, ma che giustifica il prezzo con tempo, ambiente e qualità.
Lucrezia Margotti e Stefania Petruzzelli, autrici di The Best Italian Breakfast, sottolineano come in contesti di sala la gestione delle portate possa limitare gli sprechi: concentrando la parte dolce nel buffet e lasciando salumi, formaggi e uova à la carte si riducono gli avanzi e si mantiene alta la performance economica.
Dal bar tradizionale al “non bar”
Il progetto Pavé a Milano è un esempio di come, fin dal 2012, alcuni operatori abbiano puntato su qualità, spazio e servizio informale per trasformare la prima colazione in un prodotto distintivo. Qui molte proposte del pranzo sono disponibili già dalle 9, un’offerta pensata per chi vuole prolungare il momento mattutino senza limiti rigidi.
In sintesi, la trasformazione della colazione riflette una più ampia tendenza del settore ristorazione: monetizzare il tempo del cliente offrendo un’esperienza completa, non solo un prodotto alimentare. Chi oggi sceglie dove fare colazione paga per un prezzo ma compra anche un modo di iniziare la giornata.
Per i consumatori la conseguenza è chiara: non basta più il prodotto, serve il contesto. Per gli operatori resta la sfida di bilanciare innovazione e controllo dei costi, soddisfacendo gusti sempre più variegati senza perdere identità.












