Sembrava impossibile da rimuovere: il maxi nido d’api da Guinness scoperto sul tetto di una villa vicino a Roma

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Oltre un metro di larghezza, realizzato attraverso la costruzione di 11 favi. Sono queste le dimensioni dell’alveare da record che è stato rimosso da una villa nel comune di Formello.

Il rischio per la sicurezza

“È stato il nido più grande che abbia mai visto, spaventoso e allo stesso tempo affascinante – ha raccontato Andrea Lunerti, l’esperto di animali chiamato per mettere in sicurezza l’area –. Questo nido era posizionato molto vicino alla strada e ciò, evidentemente, rappresentava un problema. Con gli sbalzi di temperatura, infatti, c’è sempre la possibilità che un favo si stacchi, cadendo a terra. In quei casi la reazione delle api può diventare davvero pericolosa: sono insetti che, quando si sentono minacciati, attaccano chiunque si trovi alla loro portata”.

Grande alveare sul tetto vicino a una strada, pericolo per i passanti
L’alveare da oltre un metro era esposto e vicino alla strada, creando un rischio per la sicurezza.

L’alveare da guinness

Con l’ausilio di una piattaforma aerea, l’etologo ha raggiunto il tetto dell’abitazione e, in quasi 3 ore di lavoro, ha effettuato l’intervento di rimozione. “Questo nido è stato costruito nel corso di un anno, grazie a una regina che avrà deposto centinaia di migliaia di uova. Ma avrebbe avuto grandi difficoltà a resistere all’inverno, perché era completamente esposto. Infatti le api, solitamente, nidificano nelle cavità delle rocce o dei tronchi perché lì hanno la possibilità di mantenere il calore che producono con le vibrazioni del loro petto. All’aperto, com’era in questo caso, questa possibilità non l’avrebbero avuta”. La controprova non sarà necessaria, perché la colonia è stata trasferita nei boschi di Morlupo.

Apicoltore su piattaforma aerea mentre rimuove un favo dal tetto
L’intervento è durato quasi tre ore ed è stato eseguito con una piattaforma aerea.

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Un intervento atteso e complicato

“Si era creata molta aspettativa per quest’intervento, perché gli abitanti della zona, passando, vedevano questo enorme alveare. Del resto – ha spiegato Lunerti – il proprietario dell’abitazione aveva già provato a farlo rimuovere, chiamando più apicoltori, ma aveva ricevuto il loro rifiuto ad effettuare l’intervento. Una scelta comprensibile perché questo tipo di attività comporta una serie di accorgimenti e attrezzature che abitualmente non hanno a disposizione gli apicoltori, a cui siamo sempre grati per il lavoro che svolgono. L’operazione, al netto di qualche puntura presa attraverso la tuta – ha raccontato l’etologo – è stata portata a termine”. I residenti che hanno avuto la pazienza di aspettare la fine delle operazioni sono stati ricompensati con il miele ricavato dall’alveare da record.

 

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