A Maxixe, città costiera a circa 470 km a nord di Maputo, una nuova iniziativa italiana punta a colmare una lacuna storica nella gestione urbana dei rifiuti: solo una parte della popolazione oggi beneficia di un servizio di raccolta regolare, con conseguenze evidenti per la salute pubblica e l’ambiente. Il progetto, finanziato dalla cooperazione italiana, avvia un programma che combina miglioramento infrastrutturale e coinvolgimento diretto dei cittadini.
L’ong bresciana Medicus Mundi ha promosso il programma chiamato Salubrix, pensato per estendere la raccolta differenziata e organizzare punti di smaltimento anche con sistemi porta a porta dove possibile. L’intervento parte da una constatazione netta: la rete attuale copre una porzione limitata dei quartieri urbani, lasciando vaste aree senza servizio.
Secondo il direttore dell’organizzazione, Massimo Chiappa, il progetto combinerà attività tecniche e sensibilizzazione sociale. L’amministrazione locale metterà a disposizione competenze operative, mentre l’azione sul territorio riguarderà scuole, comunità e gruppi di volontariato per costruire pratiche di gestione dei rifiuti più diffuse e partecipate.
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Il finanziamento arriva dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS); tra i partner figura il Comune di Brescia come capofila e la partecipazione del gruppo energetico-ambientale A2A. La cooperazione tra enti pubblici, imprese e società civile è pensata per mettere a sistema conoscenze tecniche, mezzi e percorsi formativi.
| Voce | Dettagli |
|---|---|
| Progetto | Salubrix |
| Località | Maxixe, a circa 470 km da Maputo |
| Situazione attuale | Raccolta attiva in 5 dei 19 quartieri |
| Capofila | Comune di Brescia |
| Partner | Medicus Mundi, A2A e amministrazione locale |
| Finanziamento | AICS (Cooperazione italiana) |
| Azioni principali | Creazione di punti di raccolta, campagne educative nelle scuole, formazione di volontari e supporto tecnico municipale |
Per i residenti la differenza attesa è pratica: meno accumuli nelle vie, minori rischi sanitari e una gestione più ordinata degli scarti domestici. Sul piano amministrativo, il progetto può servire da modello per altre città mozambicane che affrontano problemi simili, a patto che le soluzioni siano sostenibili nel tempo e integrate nei bilanci locali.
Resta centrale il tema della partecipazione: la sostenibilità del piano dipenderà in gran parte dalla capacità delle amministrazioni e delle organizzazioni locali di coinvolgere famiglie, scuole e volontari in pratiche quotidiane di raccolta e separazione dei rifiuti. Salubrix prova a trasformare una necessità di servizio in un’occasione di responsabilità collettiva.












