Walter Siti mette sotto accusa il romanzo contemporaneo: nel suo nuovo saggio, Il romanzo sotto accusa (Rizzoli, 400 pp., 21 euro), sostiene che tra algoritmi, moralismo e intelligenza delle macchine la narrativa abbia perso la sua vocazione disturbante. La domanda centrale è concreta e urgente: se i libri non provocano più, che ruolo hanno nella nostra cultura?
Per Siti il romanzo è nato come forma di sovversione: capacе di mettere a nudo ciò che la morale pubblica vuole nascondere. Oggi, invece, nota una svolta inversa: i lettori chiedono consolazione e rassicurazione perché la cronaca quotidiana espone già paure e orrori. Da qui, secondo l’autore, nasce il fenomeno del romanzo terapeutico, una narrativa che preferisce non perturbare per non offendere sensibilità diffuse.
Siti non equipara i rischi contemporanei alle pratiche dell’Inquisizione, ma li considera più insidiosi per ragioni diverse. La censura di ieri era esplicita e localizzabile; quella di oggi passa per la sovrabbondanza di contenuti e per un mercato che premia reazioni emotive immediate. La conseguenza è che opere potenti si perdono nel rumore o vengono valutate principalmente sulla base della commozione che suscitano sui social.
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Un episodio citato nel saggio illustra il problema: autori che, in contesti di proibizione, rivoluzionavano chi li leggeva; una volta immersi in un panorama editoriale affollato, invece, quegli stessi testi rischiano di non incidere più. La perdita di criteri stabili per distinguere qualità e importanza culturale è, per Siti, una delle emergenze odierne.
Intelligenza artificiale e scrittura: il libro propone un esperimento inquietante. L’autore fittizio Andrea Damasco — prodotto da algoritmi — diventa il simbolo di un mercato dove sempre più manoscritti arrivano generati dalle macchine. Siti avverte che l’IA tende a produrre testi conformi a una morale mediata dai dati, quindi più neutri e meno scandalosi. Il rischio pratico è duplice: si riduce la necessità dell’autore umano e si omogeneizza la produzione letteraria.
Non tutto però è negativo. Siti nota con attenzione la musica trap e la sua lirica: definisce le canzoni dei trapper come parole nude, cioè frasi che, private del contorno musicale e del cliché, mostrano una sincera esposizione di sé. Per l’autore, i giovani artisti recuperano forme metriche antiche e raggiungono una memorabilità che la poesia “ufficiale” spesso non possiede.
- Cosa rischia la letteratura: omologazione e perdita di capacità di provocare;
- Predominio di testi pensati per algoritmi e metriche emotive;
- Svalutazione delle istituzioni culturali che selezionavano il canone;
- Maggiore spazio per opere «sicure», meno per testi scomodi o sperimentali.
Siti dedica inoltre un passaggio alla figura di Leopardi: ritiene che un’esperienza francese — e un incontro con autori come Balzac — avrebbero potuto anticipare la modernità narrativa in Italia, trasformando aspetti autobiografici e psicologici in romanzo sociale molto prima che ciò accadesse.
Quanto ai premi letterari, la riflessione si sposta sull’istituzione stessa della letteratura. La recente vittoria di Michele Mari allo Strega, per Siti, è più un riconoscimento alla carriera che alla forza di un singolo testo; segno, questo, che il campo letterario come organismo collettivo fatica a mantenere la sua funzione di guida culturale.
Per chi legge, chi pubblica e chi scrive, le implicazioni pratiche sono concrete: sostenere editoria coraggiosa, valorizzare canali di scoperta che premiano la qualità nel tempo, e mantenere spazi critici dove gli autori possano ancora rischiare. Azioni che contrastano la tendenza alla standardizzazione prodotta dall’industria digitale.
In sintesi: Siti lancia un allarme non nostalgico ma civico. La domanda che il suo saggio lascia sul tavolo è semplice e pressante: vogliamo che i romanzi continuino a turbare e a trasformare o preferiamo che diventino intrattenimento calibrato per i feed?
Spunti rapidi
| Elemento | Conseguenza |
|---|---|
| Algoritmi editoriali | Omogeneizzazione dei contenuti; meno spazio per la sperimentazione |
| Romanzo terapeutico | Accoglienza emotiva a scapito della capacità critica |
| IA autore | Riduzione del ruolo creativo umano e del rischio letterario |
| Nuove forme popolari (trap) | Riscoperta di memorabilità e metriche popolari |
Il saggio di Siti è quindi rilevante oggi perché mette in relazione tendenze tecnologiche, mercati culturali e abitudini di lettura che stanno cambiando la funzione sociale del romanzo. Non propone soluzioni facili, ma chiama a un ripensamento collettivo: preservare la capacità del racconto di disturbare è, per l’autore, una questione di democrazia culturale.












