Sono trascorsi quattro mesi dal licenziamento di 5 giornalisti e dall’interruzione di diverse collaborazioni precarie di lungo corso da parte di Citynews, azienda che edita 56 testate giornalistiche in tutta Italia, oltre al portale nazionale Today.it. Nonostante l’apertura di uno stato di agitazione dei lavoratori, seguito da uno sciopero di due giorni, e della pressione del Comitato di redazione e del sindacato giornalisti Figec Cisal, l’azienda non ha fatto marcia indietro sui licenziamenti. Non ha preso in considerazione strade alternative proposte, come quelle della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali. Ha sempre risposto che si è trattato di un provvedimento necessario per la cattiva congiuntura economica, con due bilanci consecutivi in perdita. Confermando la piena solidarietà a chi è stato licenziato, il Cdr insiste nell’indicare come imprescindibile il mantenimento dei livelli occupazioni.
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Il Cdr continua a contestare le modalità di licenziamento: senza preavviso, con immediata esclusione da profili e mail aziendali. I licenziamenti sono avvenuti senza alcuna comunicazione preventiva al Cdr e al sindacato, procedura che è indicata come obbligatoria nel contratto di riferimento Uspi-Cisal. Non sono stati ancora chiariti i criteri con i quali sono stati individuati i colleghi da licenziare. Citynews ha comunicato al Cdr che questa informazione non può essere condivisa perché sarà oggetto delle cause di lavoro che avranno luogo nei prossimi mesi.
Il Cdr ha appreso inoltre che, nel 2025, l’azienda ha proceduto con alcune assunzioni, nonostante ci fosse già la consapevolezza di uno stato di crisi. A marzo 2026 sono arrivati i licenziamenti. Le rassicurazioni espresse dall’azienda sull’esclusione di un collegamento fra nuove assunzioni e tagli non fugano tutti i dubbi del Cdr circa la riduzione dell’impatto economico del costo del personale, anche attraverso un possibile ricorso a contratti meno onerosi.
L’obiettivo del Cdr, in questi mesi, è stato quello di instaurare un dialogo con l’azienda, talvolta anche tramite un confronto duro, affinché non si ripetano più episodi del genere. Il precedente che si è creato con questi licenziamenti genera il timore che quanto accaduto possa ripetersi, qualora dovessero presentarsi nuovi presupposti di necessità economica e urgenza.
I lavoratori sono preoccupati anche per la multa dell’Inps da circa 4,5 milioni. L’Ente previdenziale ha contestato la differenza di contribuzione fra il contratto Uspi-Figec Cisal, applicato da Citynews, e quello Fieg-Fnsi, applicato dai principali gruppi editoriali italiani. Se il contenzioso dovesse pendere dal lato dell’Inps, i giornalisti temono nuove misure di contenimento dei costi.
Il Cdr, da mesi, raccoglie segnalazioni dalle redazioni del gruppo. La criticità principale è quella del sottodimensionamento che in diverse realtà impatta sull’organizzazione del lavoro. Va inoltre ricordato che il contratto Uspi-Figec Cisal è scaduto da mesi: né gli editori, né il sindacato danno segnali di un’imminente trattativa per il rinnovo. Pur riconoscendo stabilizzazioni e miglioramenti economici degli ultimi anni, fra cui la firma di un accordo integrativo che scadrà a fine 2026, i giornalisti di Citynews stanno affrontando inflazione e caro-vita: gli stipendi, al netto dell’impegno e dell’alta specializzazione richiesta, non possono ancora essere ritenuti pienamente soddisfacenti.
Citynews ha assunto l’impegno di non replicare più le modalità dei passati licenziamenti, aprendo a una concertazione e condivisione delle informazioni. Il Cdr riconosce che l’impegno preso dall’azienda sia un passo importante, ma come spiegato non mancano le criticità. Per questo motivo lo stato di agitazione, sospeso nella sua componente attiva, non viene ritirato. Il Cdr continuerà a svolgere il suo ruolo di controllo e valuterà, in base agli sviluppi, se sarà necessaria una nuova mobilitazione.












