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Ossigeno, ombra, temperature più basse. Non solo: le microforeste di Roma, quelle che stanno spuntando in diversi quartieri negli ultimi due anni, possono anche suonare.
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Un concerto particolare
A dimostrarlo è stato un concerto organizzato dalla Sapienza lo scorso 7 luglio, proprio nell’area tra le facoltà di Lettere e Chimica che ospita la microforesta dell’ateneo. Quello andato in scena è stato il primo concerto al mondo per microforesta e jazz band: le vibrazioni delle piante, catturate da un ingegnere del suono, hanno dialogato con i musicisti di MUSA Jazz.
La missione di Sapienza
Quella delle microforeste è un’iniziativa di Terza Missione di Sapienza, nell’ambito dei progetti della “Città dei 15 minuti” di Roma Capitale, con lo scopo di valorizzare e diffondere la conoscenza prodotta all’interno dell’università, prendendo spunto dal modello ideato da Akira Miyawaki, botanico giapponese. Successivamente si sono sviluppate in Belgio, in Inghilterra, a Parigi e altre città francesi dal 2018. L’esordio romano è nel 2023, proprio a San Lorenzo.
La prima microforesta di Roma
La prima microforesta partecipata ed ecopedagogica della Capitale è stata inaugurata tre anni fa al parco dei Caduti, grazie a una partnershp tra Sapienza Terza Missione, istituto comprensivo “Tiburtina Antica”, II municipio e Regione Lazio tramite il progetto “Ossigeno”. Un’oasi multifunzionale, biodiversa e inclusiva.
L’oasi verde di San Lorenzo
Nel complesso, il parco di San Lorenzo include 120 metri quadri con 230 piante, di 13 specie diverse. Grazie alla sua presenza, l’aria è più fresca di uno o due gradi rispetto alle aree circostanti, e secondo il 75% di chi la frequenta è considerata più fresca. “Funziona anche come giardino della pioggia – spiega Fabiola Fratini, responsabile del progetto per Sapienza – perché l’assorbimento dell’acqua è da 30 al 50% più veloce rispetto al terreno del parco”. Come aggiunge Fratini “in altri tre anni la piccola oasi sarà in grado di stoccare, annualmente, 233 kg di anidride carbonica”.
Gli alberi possono suonare
Come dicevamo, le piante oltre a svolgere un fondamentale ruolo calmierante per le temperature estive e di miglioramento della qualità dell’aria e del terreno, sanno anche suonare. Per farsi sentire, però, hanno bisogno di una mano: vengono infatti applicati dei sensori, ad alberi e arbusti, che raccolgono gli impulsi elettrici della vegetazione, registrandoli. Da qui, è possibile trasformarli in suono e farli dialogare con la musica.
Le microforeste di Roma
E Roma è ormai piena di “orchestre verdi”. Perché dopo la microforesta di San Lorenzo ne sono state create altre, tra il 2024 e il 2025: al Tufello, Gregna Sant’Andrea, Parco dei Quattro Venti, Casale del Marmo, poi solo nel 2025 a Settecamini, La Rustica, Spinaceto, Magliana, Montespaccato. Nello stesso anno nasce l’oasi della Sapienza, di fronte alla facoltà di Lettere, destinata a diventare un laboratorio di sperimentazioni.
I suoni delle piante












