Mostra sommario Nascondi sommario
Garantiscono, ogni giorno, la sicurezza e l’apertura delle stazioni ferroviarie e metropolitane. È anche grazie alla presenza dei Guardia ai Fuochi se la Capitale ha un sistema di trasporto pubblico. I lavoratori, però, dopo mesi di richieste hanno proclamato lo stato di agitazione.
Gambe gonfie: rimedi rapidi per sgonfiare subito e sentirsi leggeri
Elisabetta Canalis corteggiata da Ballando con le stelle: Milly Carlucci svela il finale
Chi sono e cosa fanno i Guardia ai Fuochi
A spiegare a RomaToday cosa fanno questi lavoratori, riconoscibili per le giacche e pettorine giallo fluo, è Antonella Furgiuele, della Filt Cgil Roma e Lazio. “Si impegnano a verificare se nei locali all’interno delle stazioni o in altri luoghi come metro, ospedali, asl si verifichi un incendio. Sono loro – continua la sidnacalista – i preposti a contenere le fiamme in prima battuta. Quando si rendono conto che l’incendio è di un’entità che non possono gestire altrimenti avvisano i vigili del fuoco”. Insomma, una presenza non opzionale ma obbligatoria negli scali.
Del resto, la maggior parte degli impianti anticendio delle metro di Roma non rispetta la normativa vigente in termini di sicurezza. Intervenire su questo comporterebbe l’interruzione del servizio e centinaia di milioni di euro di spese che, attualmente, Roma non può permettersi. È quindi grazie anche alla presenza dei Guardia ai Fuochi che molti scali continuano ad essere aperti e funzionanti.
La protesta a Termini e Tiburtina
Nonostante questa responsabilità, I lavoratori, in particolare quelli che lavorano tra le stazioni Termini e Tiburtina, lamentano di non avere neanche uno spogliatoio nel quale cambiarsi. Un centinaio di addetti che chiede, inoltre, di avere un posto dove mangiare.
Filt Cgil Roma e Lazio, infatti, ha proclamato lo stato di agitazione per le Guardie ai Fuochi presso le due principali stazioni di Roma. “Lavorano 24 ore su 24, vigilando sulla sicurezza antincendio, sulla prevenzione e sulla gestione delle emergenze in due delle stazioni più grandi e affollate d’Europa – si legge in una nota – eppure, i lavoratori del servizio Guardia ai Fuochi delle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina sono costretti a operare in condizioni logistiche inaccettabili, privati dei diritti minimi previsti dalla legge”.
A oggi, denuncia il sindacato, mancano “totalmente locali adibiti a spogliatoio e spazi idonei per la consumazione dei pasti. I lavoratori sono costretti a cambiarsi d’abito in spazi di fortuna e a consumare i pasti nei corridoi, senza un frigorifero, un punto acqua o un forno a microonde”. Inoltre, “la totale assenza di questi spazi viola apertamente le norme del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro che impone la presenza di spogliatoi e refettori soprattutto per i lavoratori che svolgono turni h24 e che indossano dispositivi di protezione individuale (DPI) e divise operative”. La decisione di proclamare lo stato di agitazione è arrivata dopo il mancato riscontro da parte di RfI alle richieste dei sindacati.
Le richieste dei sindacati
Per evitare uno sciopero che, tra l’altro riguarderebbe un servizio essenziale, la Filt Cgil chiede “l’assegnazione immediata di locali idonei da adibire a spogliatoi (maschili e femminili distinti), dotati di armadietti a doppio scomparto per separare gli abiti civili dalle divise da lavoro. L’allestimento di una sala refezione attrezzata, riscaldata e climatizzata, per permettere il consumo dei pasti in condizioni igieniche dignitose durante i lunghi turni di sorveglianza”. infine, viene chiesto “un tavolo di confronto urgente tra Grandi Stazioni/RFI, la società appaltatrice del servizio e le rappresentanze dei lavoratori per sanare immediatamente questa situazione”. Se non dovessero arrivare risposte positive la categoria è pronta ad incrociare le braccia.










