La comunità religiosa di Ischitella ha festeggiato, nella giornata di oggi, i 60 anni di ordinazione sacerdotale di Padre Leonardo Triggiani. La celebrazione eucaristica officiata dallo stesso Padre Leonardo, è stata celebrata nella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Ischitella con la copresenza di Don Francesco Agricola.

Un cammino lungo quello di Padre Leonardo, compiuto sempre nel fare del bene. Nato il 28 dicembre 1935, all’età di 18 anni frequenta il Liceo Classico dei Frati Minori di Montefusco. Il 4 settembre 1960 è ordinato sacerdote e tre anni più tardi, nel 1963, si laurea in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Nel 1971 si trasferisce in missione a Goré, una cittadina nella regione del Logone Orientale in Ciad. Due anni dopo, nel 1973, ritorna nella sua terra di Ischitella per svolgere la professione d’insegnante di Storia Ecclesiastica. È dal 2004 che presiede la posizione di cappellano presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Nella sua entusiasmante carriera di fede Padre Leonardo ha conosciuto anche il Santo Padre Pio. “Ogni mese, da Campobasso dove risiedevo, andavamo a dare una mano al Convento di San Giovanni Rotondo per sbrigare i sacchi di corrispondenza che arrivavano a Padre Pio – ha raccontato Padre Leonardo – per alcune lettere si richiedeva la sua risposta immediata, e lui la dava. Spesso la risposta di quelle lettere conteneva grazie e miracoli da parte di Dio”. Infine Padre Leonardo, durante il suo emozionante racconto, ha parlato del suo continuo e interrotto dedicarsi all’amore verso gli altri: “Come cappellano di Casa Sollievo della Sofferenza ricevo tante richieste di preghiera da parte dei fratelli. Io prometto, dico di sì, però ricordo anche che ogni promessa è un debito. A volte capita, anche a noi frati, di non avere tempo per certe cose. Una cosa, però, da Padre Pio l’ho imparata: da oltre quarant’anni mi alzo di notte, ogni notte, e scendo in chiesa per pregare. Rubo tempo al sonno per rispondere alle richieste dei fratelli”.

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