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Doveva essere il “regalo di Natale” e poi una sorpresa di Pasqua. Alla fine, invece, i tassisti di Roma potranno vedere i tanto attesi ristori dopo l’estate. Parliamo dei soldi previsti dal bando per il rilascio di 1.000 licenze taxi pensati, appunto, per compensare i lavoratori alla luce dell’aumento della concorrenza.
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I ristori per il bando taxi
Una volta superato con successo l’esame, gli aspiranti tassisti dovevano pagare 75.500 per le licenze ordinarie e 52.500 per quelle per la mobilità universale. Il ricavato, stabiliva il bando del comune di Roma, doveva essere così ripartito: l’80% sarebbe andato ai tassisti già attivi mentre il restando 20% sarebbe rimasto negli uffici capitolini. Parliamo di circa 7.000 a tesa: una cifra che non cambia la vita ma che aiuta sicuramente. C’è, però, un problema. Il bando chiariva anche che i ristori sarebbero partiti una volta assegnate tutte le licenze e incassati, quindi, tutti i soldi.
I ritardi
L’assegnazione stessa delle licenze, però, è andata a rilento. Ci sono stati problemi nella stesura delle graduatorie e lungaggini nelle verifiche dei candidati. I ristori, così, non si sono visti né durante il Giubileo né nel corso di questo 2026 nonostante, lo ricordiamo, gli esami si sono tenuti a ottobre del 2024.
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Dulcis in fundo è arrivata la questione dei candidati della “terza opzione”. Nel concorso taxi di Roma del 2024 erano previste 800 licenze ordinarie e 200 per il trasporto disabili, con la possibilità di candidarsi a entrambe. La scelta della “terza opzione” ha però creato polemiche perché molti candidati con punteggi alti sono stati penalizzati nelle graduatorie. Il Comune aveva spiegato che questi partecipanti sarebbero serviti solo a coprire eventuali posti vacanti nelle licenze disabili ma circa 70 candidati hanno fatto ricorso al TAR del Lazio sostenendo che questa interpretazione fosse contraria al bando. I giudici hanno dato loro ragione, stabilendo che le graduatorie dovessero basarsi solo sui punteggi ottenuti. Il Comune ha aggiornato le graduatorie ma ha continuato ad assegnare soprattutto licenze per il trasporto disabili. Una situazione che, ovviamente, ha rallentato ulteriormente il processo di rilascio di tutte le licenze.
Partite le pec
Solo nella giornata di giovedì 28 maggio il Comune ha spedito le famose “pec” a 41 ricorrenti della terza opzione che erano stati esclusi. Per loro, nonostante la pronuncia del Tar del Lazio, è arrivata la possibilità di ottenere la licenza per la mobilità universale, non quella ordinaria. Da quanto apprende RomaToday, questi aspiranti tassisti, che hanno comunque 60 giorni di tempo per pagare la licenza e avviare la propria attività, attenderanno la decisione del Tar che il 10 giugno stabilirà se nominare o meno un commissario per far ottemperare la sentenza riscrivendo, da capo, le graduatorie del concorso. Solo dopo procederanno, eventualmente, al pagamento.
Questo significa che i tassisti già all’opera dovranno attendere ancora a lungo prima di avere i ristori. Calendario alla mano, è facile capire che i soldi arriveranno non prima di settembre. Tra tribunale, tempi tecnici, ferie estive sarebbe un miracolo se i lavoratori dovessero ritrovarsi il tanto atteso bonifico nelle prima delle vacanze.











