La Sapienza di Roma protagonista in Europa: guida le nuove accademie per le competenze digitali

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La Sapienza vuole guidare i nuovi talenti digitali che si occuperanno di intelligenza artificiale e tecnologie all’avanguardia. La Commissione europea sta infatti istituendo 3 nuove accademie delle competenze digitali per formare i professionisti che lavoreranno nei settori tecnologici. Per questa sfida, l’Università La Sapienza di Roma è l’unica tra quelle europee che partecipa in tutte e tre le academy, con proposte finanziate per le quali riceverà complessivamente 720mila euro.

Le accademie europee

L’Unione Europea vuole dare un nuovo impulso al settore dell’innovazione, creando in casa i talenti del futuro. Come? Offrendo istruzione e formazione specializzate in settori strategici: tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale e mondi virtuali. Il finanziamento complessivo ammonta a 27 milioni di euro e avviene nell’ambito della call Advanced Digital Skills 2025 promossa dal programma Digital Europe.

Approccio integrato

L’obiettivo delle accademie è quello di mettere in contatto gli esperti del settore con i privati e la pubblica amministrazione, al fine di rafforzare la leadership europea in tecnologie digitali emergenti e garantire forza lavoro qualificata necessaria. Ogni accademia agirà come punto di riferimento specifico, identificando gap di competenze, sviluppando programmi formativi all’avanguardia, ampliando iniziative di successo e creando ecosistemi solidi attraverso partnership.

“Essere l’unica università europea presente in tutte e tre le nuove Digital Skills Academies è un riconoscimento di grande rilievo, che conferma la qualità della ricerca, della didattica e della capacità progettuale della Sapienza in ambiti decisivi per il futuro dell’Europa – dichiara la rettrice Antonella Polimeni – tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale e mondi virtuali sono frontiere strategiche della trasformazione contemporanea, nelle quali si misureranno competitività, autonomia e sviluppo sostenibile. Partecipare da protagonisti a queste iniziative significa contribuire concretamente alla costruzione di nuove competenze, rafforzare il dialogo tra università, imprese e istituzioni, e offrire alle nuove generazioni strumenti avanzati per interpretare e guidare il cambiamento. Questo risultato – conclude la Rettrice – accresce ulteriormente il profilo internazionale del nostro Ateneo e valorizza il lavoro di docenti, ricercatrici, ricercatori e personale che ogni giorno rendono Sapienza un punto di riferimento nel panorama scientifico mondiale.”

I progetti

Sapienza partecipa all’European Quantum Academy (EQA), focalizzata sulle tecnologie quantistiche. L’EQA punta a creare un ecosistema paneuropeo per l’istruzione e la formazione, assicurando un flusso continuo di talenti dalla scuola fino al dottorato e al lifelong learning. EQA coinvolge 71 partners in 6 Regional Quantum Academies che coordinano i sistemi nazionali in un quadro europeo. Gli obiettivi strategici includono la creazione di una struttura europea sostenibile per la formazione e la divulgazione, la progettazione di curricula armonizzati, l’espansione dell’accesso a infrastrutture sperimentali e digitali per l’apprendimento pratico e il monitoraggio continuo delle necessità lavorative nel settore delle tecnologie quantistiche. Fabio Sciarrino, docente del Dipartimento di Fisica e responsabile Sapienza per il progetto, sottolinea che “l’Italia è fortemente rappresentata nella European Quantum Academy che vede il coinvolgimento di 11 istituzioni fra cui Sapienza. Le iniziative di istruzione e formazione sono pienamente coerenti con quanto previsto dalla Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, recentemente sviluppata dal MUR in sinergia con altri ministeri ed enti coinvolti in queste tematiche.”

La Virtual Worlds Skills Academy (ViWAS) si propone di colmare il divario di competenze nelle tecnologie immersive, realtà virtuale, aumentata ed extended reality, creando un’Accademia europea che garantisca interoperabilità, inclusività e scalabilità tra istruzione, formazione e industria. Con 39 partner in 16 Paesi, ViWAS svilupperà un quadro paneuropeo di competenze e qualifiche per le professioni legate ai mondi virtuali, accompagnato da un catalogo di oltre 100 offerte formative modulari, dai corsi di laurea ai micro-credenziali co-progettati con l’industria, con l’obiettivo di formare oltre 5.000 persone e raggiungere 100.000 beneficiari nei cinque anni successivi. Il progetto, finanziato con 8,56 milioni di euro, vede l’Italia come il Paese con la più forte rappresentanza del consorzio: 7 partner per un finanziamento complessivo di oltre 2 milioni di euro, un segnale importante della capacità del nostro sistema di ricerca di guidare l’innovazione europea nel Web 4.0.” Sapienza partecipa con circa 420.000 euro sotto la responsabilità di Ioannis Chatzigiannakis, docente del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale (DIAG), che spiega: “I mondi virtuali e le tecnologie immersive stanno ridefinendo il modo in cui progettiamo, produciamo e collaboriamo in ambito industriale e formativo. Tuttavia, il loro potenziale resta ancora largamente inespresso a causa della frammentazione delle competenze e della mancanza di standard condivisi. ViWAS nasce per colmare questo divario con la progettazione dell’infrastruttura di interoperabilità dell’Accademia e lo sviluppo di corsi avanzati in VR su temi quali design XR-driven, patrimonio culturale, manifattura 5.0 e cybersicurezza.”

La Artificial Intelligence Skills Hub Academy (AISHA) nasce con l’obiettivo di rafforzare la leadership europea nelle competenze avanzate sull’intelligenza artificiale generativa, attraverso un approccio integrato che unisca formazione tecnica, consapevolezza critica e responsabilità nell’uso delle tecnologie emergenti. Il progetto mira a costruire un hub europeo per l’educazione e lo sviluppo delle competenze in GenAI, contribuendo alla creazione di una filiera di talenti capace di sostenere la trasformazione digitale dell’industria, delle istituzioni pubbliche e della società. AISHA risponde a una sfida strutturale: l’intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui il lavoro e la conoscenza vengono prodotti, separando sempre più le singole attività dalle professioni tradizionali e modificando i processi di apprendimento e trasferimento del sapere. In questo contesto, l’Academy promuove nuovi modelli educativi orientati allo sviluppo di competenze tecniche, manageriali ed etiche, con particolare attenzione all’adozione responsabile dell’AI e alla mitigazione di rischi quali automazione acritica, perdita di autonomia e disuguaglianze nell’accesso alle opportunità digitali. Walter Quattrociocchi, docente del Dipartimento di Informatica della Sapienza, sottolinea che “l’AI generativa non sta solo introducendo nuovi strumenti, ma sta cambiando il modo in cui produciamo conoscenza e prendiamo decisioni. Per questo l’Europa ha bisogno non solo di più competenze tecniche, ma di una nuova alfabetizzazione critica che integri scienza dei dati, governance e responsabilità epistemica. AISHA rappresenta un passo importante verso la costruzione di un ecosistema europeo capace di sviluppare competenze avanzate senza rinunciare a qualità, affidabilità e autonomia strategica.”



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