Gelato italiano vale 4,9 miliardi: Host Milano svela la forza dell’export

Il 24 marzo, giornata che celebra il gelato artigianale in Europa, segna l’avvio dell’Osservatorio Host Milano, una lettura anticipata del settore in vista della fiera 2027. È un appuntamento che rivela come il comparto non sia solo dolcezza estiva, ma un motore economico e di innovazione con effetti concreti per imprese, consumatori e filiere locali.

Host Milano, l’evento biennale organizzato da Fiera Milano, conferma il suo ruolo di piattaforma globale: l’ultima edizione ha raccolto oltre 2.200 espositori e più di 183.000 visitatori professionali, con una forte presenza internazionale in crescita. Questo slancio si traduce in fiducia tangibile: più di 1.000 aziende — quasi la metà straniere — hanno già rinnovato la partecipazione per la prossima edizione, segnalando il valore della manifestazione per business e networking.

Il comparto delle macchine per il gelato e della refrigerazione emerge come uno dei più dinamici. Nel 2025 la produzione mondiale ha superato i 33 miliardi di euro, con un incremento marcato rispetto al 2019 e previsioni di ulteriore crescita del commercio globale nei prossimi anni. Gli Stati Uniti guidano le importazioni, seguiti da Germania, Regno Unito e Francia; la domanda è trainata tanto dalle attrezzature per il freddo quanto dai banchi espositivi e dagli arredi refrigerati.

L’Italia mantiene una posizione solida: la produzione nazionale del settore raggiunge cifre miliardarie e l’export continua a espandersi. Anche i punti vendita registrano segnali positivi: i dati più recenti indicano aumenti nelle visite e nel valore delle vendite, con ricadute occupazionali attese nel primo trimestre dell’anno.

Più in generale, l’industria dell’ospitalità mostra segnali di ripresa post-pandemia: la produzione globale del settore è cresciuta significativamente, mentre l’export made in Italy conferma la competitività delle filiere nazionali sui mercati esteri.

Il gelato italiano si conferma un’eccellenza: la filiera — che include ingredienti, tecnologie e macchinari — vale miliardi. Il solo gelato artigianale rappresenta una quota rilevante del mercato europeo, con l’Italia tra i leader per volumi prodotti e per porzioni vendute ogni anno.

Sul piano dei gusti e delle pratiche produttive, l’Osservatorio individua alcune direttrici che stanno ridefinendo il settore. Queste tendenze hanno impatti pratici su ricette, offerta commerciale e strategie di export.

  • Salute e sostenibilità: cresce la domanda di gelati plant-based, opzioni senza lattosio o senza zuccheri aggiunti e formulazioni con profili nutrizionali più equilibrati.
  • Gelato botanico: utilizzo di erbe, fiori e botanici per profili aromatici più complessi e ricercati.
  • Valorizzazione del territorio: ritorno alle materie prime locali — nocciole, pistacchi, mieli e agrumi — valorizzate in accostamenti che raccontano una filiera.
  • Sperimentazione esotica: influssi dal panorama globale—dallo yuzu al matcha, fino a ingredienti sud-est asiatici—affiancano proposte più radicate.
  • Gastronomia e tecniche avanzate: il gelato si avvicina alla cucina d’autore: fermentazioni, miso, koji e abbinamenti con specialty coffee entrano nella cassetta degli attrezzi dei maestri gelatieri.
  • Mixology e ristorazione: collaborazioni con bartender e chef portano agrumi insoliti e aromi di nicchia nei menu più ricercati.

Per le imprese la conseguenza è duplice: servono investimenti in ricerca e macchinari per seguire l’innovazione, ma si aprono anche nuove opportunità di mercato, sia nel canale fuori casa che nell’export. I consumatori, dal canto loro, trovano un’offerta più diversificata e orientata a qualità, origine delle materie prime e valori nutrizionali.

La tendenza verso il gelato gourmet e l’intersezione con l’alta cucina non sono un fenomeno di nicchia: influenzano formazione professionale, menù e collaborazione tra aziende alimentari e ristorazione di qualità. Allo stesso tempo, molte sperimentazioni rimangono radicate nella tradizione artigianale, reinterpretata con strumenti contemporanei.

In un mercato sempre più internazionale le scelte dei produttori italiani avranno ricadute sul posizionamento globale del prodotto: innovare mantenendo salda la provenienza delle materie prime può diventare la leva per rafforzare il primato del Made in Italy nel gelato artigianale.

Per chi lavora nel settore, per gli operatori della ristorazione e per i consumatori attenti alle novità, il messaggio è chiaro: il gelato artigianale evolve in fretta e offre possibilità concrete di crescita economica e distintività di prodotto. Osservare queste tendenze oggi significa prepararsi alle richieste del mercato di domani.

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