In vista delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina, la gastronomia milanese si è messa in modalità celebrativa: sulla terrazza di Casa Baglioni, nel cuore di Brera, il Ristorante Sadler ha ospitato una serata che unisce alta cucina e bollicine d’autore. L’appuntamento ha messo in evidenza sia il talento emergente sia la capacità di un ristorante stellato di trasformare un aperitivo in un piccolo evento culturale legato ai Giochi.
La serata, battezzata “La Dolce Altitude”, ha visto in primo piano il maestro Claudio Sadler, che ha invitato Graziano Prest, chef della stella Michelin del ristorante Tivoli di Cortina d’Ampezzo, e ha ufficializzato la nomina di Giacomo Lovato come resident chef del Sadler a Casa Baglioni. Lovato, classe 1990 e originario di Varese, porta con sé esperienze significative — tra cui percorsi con Carlo Cracco e stagioni in cucine d’alta quota — e secondo la direzione del ristorante introduce un linguaggio più contemporaneo senza tradire i piatti storici del locale.
All’aperitivo, protagonista liquido della serata è stato il MI-CO-Cocktail, una creazione pensata per celebrare il binomio Milano‑Cortina: note amare e aromatiche si incontrano con sentori di mela e una spuma di Prosecco, mentre un tocco di caviale alla vodka completa il profilo olfattivo. La bevanda è stata servita con vista sulla città e con i grandi spumanti Ferrari già posti nei secchielli per la serata.
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Menu e abbinamenti
- Ravioli ripieni di ossobuco, con salsa allo zafferano e fondo d’arrosto — apertura sapida e strutturata.
- Medaglione di cervo, purè di porcini secchi, cavolo nero e senape in carpione — piatto che entrerà nel menu per tutta la durata dei Giochi, accompagnato dal Carapace Tenute Lunelli 2021.
- Piccola Tofana al gianduia con frutti di bosco, sorbetto al melograno e meringa di lamponi — dessert ispirato alla silhouette delle Dolomiti.
- Latte di sambuco con frutti rossi e sbrisolona sbriciolata — conclusione in abbinamento al Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2015.
Tra i dettagli che hanno caratterizzato la serata: il Ferrari Riserva Lunelli 2016 posizionato nei secchielli, a sottolineare l’importanza delle bollicine italiane nella proposta di Casa Baglioni, e un’attenzione evidente alla stagionalità e alla sostenibilità degli ingredienti, tema sempre più centrale nelle cucine di riferimento.
La presenza di tre chef in cucina non è stata solo un’operazione di immagine: il confronto tra stili diversi ha reso la cena un laboratorio di gusti, con piatti che oscillano tra tradizione rielaborata e ricerca contemporanea. In particolare, la permanenza del medaglione di cervo in carta durante le Olimpiadi segnala una scelta editoriale del menu mirata a offrire ai visitatori un riferimento gastronomico stabile durante l’evento sportivo.
Perché conta
Questo tipo di iniziativa mostra come gli eventi internazionali influenzino l’offerta ristorativa cittadina: hotel di lusso e ristoranti stellati sfruttano l’attenzione globale per promuovere talenti emergenti, testare piatti pensati per il grande pubblico e consolidare partnership con produttori vinicoli di prestigio. Per i visitatori, rappresenta un’opportunità per assaggiare menu studiati ad hoc e per i professionisti del settore, un banco di prova utile a misurare tendenze e preferenze.
Chi fosse interessato a partecipare a simili serate o a provare i piatti resta consigliato verificare disponibilità e modalità di prenotazione direttamente con Casa Baglioni o con il Ristorante Sadler, dato l’alto afflusso previsto durante il periodo olimpico.












