Per la prima volta a Roma Powaqqatsi, il secondo capitolo della trilogia Qatsi, sarà proiettato con la colonna sonora eseguita dal vivo dal Philip Glass Ensemble: un appuntamento che cambia l’esperienza visiva e invita a riflettere sul presente, dalle disuguaglianze globali alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Il regista Godfrey Reggio racconta il rapporto con il compositore, il valore della musica suonata dal vivo e il senso attuale del suo film.
Lo spettacolo è in programma mercoledì 16 settembre alle 21 all’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito del Romaeuropa Festival: una serata pensata per restituire al lavoro di Reggio la dimensione sensoriale che la riproduzione registrata spesso attenua.
Reggio descrive la collaborazione con Philip Glass come una relazione professionale profondamente intima: Glass ha firmato le musiche di tutti i suoi film e partecipa ai processi creativi fin dalle prime fasi. Non si tratta di montare immagini e poi aggiungere una traccia musicale, spiega il regista; compositore e autore lavorano insieme, condividendo visione e presenza sul set e in sala di montaggio.
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Questa fiducia reciproca — secondo Reggio — è la base di ogni possibile rischio creativo e della capacità di produrre risultati che parlano direttamente all’emozione dello spettatore. La partitura di Powaqqatsi, con le sue tonalità malinconiche, è pensata per accompagnare senza sovrapporsi: la musica non traduce per metafora ma apre uno spazio emotivo che completa le immagini.
Il film esplora lo squilibrio tra Nord e Sud del mondo, lo sfruttamento del lavoro e i movimenti migratori. Per Reggio, la rilevanza di quei temi non si è attenuata: anzi, il regista vede un peggioramento dovuto a dinamiche tecnologiche ed economiche che accentuano controllo e disparità.
L’intervento sulla tecnologia è netto: Reggio avverte che l’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale modifica profondamente il lavoro e le relazioni sociali. Secondo lui, l’IA rischia di sottrarre impieghi, concentrare potere e impoverire la pluralità delle voci pubbliche; il divario tra ricchi e poveri, ormai estremamente accentuato, amplifica questi effetti.

Il regista non nasconde la dimensione personale della sua esperienza con il cinema: un’opera può cambiare la vita di uno spettatore, anche profondamente, ma non può pretendere di trasformare la società nella sua interezza. Il cinema, dice, può offrire «esperienze» che risvegliano, disturbano o aprono nuovi punti di vista — e questo resta il suo obiettivo primario.
Quanto al formato dal vivo, Reggio sottolinea la differenza sensoriale: una colonna sonora eseguita in sala restituisce una componente umana e imprevedibile che la registrazione non contiene. Il suono dal vivo amplifica stimoli, dettagli e risonanze, rendendo la visione un evento condiviso e più intenso.
Tra i progetti futuri il regista cita un nuovo lavoro dal titolo Apex Predator Beware: AI, a New Species, Portends Futurecide, struttura in tre atti con sezioni intitolate Once I Was Blind, Now I See, Be in the World and Not of It e The Apocalypse. Le musiche non saranno di Glass — che ha ridotto la sua attività compositiva — ma di Lisa Bielawa, voce nota all’interno del Philip Glass Ensemble. Le riprese avranno base a Santa Fe, dove Reggio ha spesso scritto i suoi film.
- Data e luogo: 16 settembre, ore 21, Auditorium Parco della Musica (Romaeuropa Festival).
- Cosa vedere: proiezione di Powaqqatsi con esecuzione dal vivo del Philip Glass Ensemble.
- Perché andare: la colonna sonora dal vivo aumenta la componente sensoriale e emotiva; l’opera offre uno specchio sulle disuguaglianze globali e sulle trasformazioni indotte dalla tecnologia.
- Da sapere: l’evento mette in luce il metodo collaborativo tra regista e compositore e anticipa il nuovo progetto di Reggio sul rapporto tra uomo e IA.
Reggio invita il pubblico a presentarsi senza preconcetti: l’opera «si completa con la presenza della sala», dice, e la serata con l’ensemble promette di restituire il film nella sua forma più potente e immediata.












