Dopo la sosta la NTT IndyCar torna in pista a Long Beach: un appuntamento classico che funge da ultimo banco di prova prima del mese di maggio e della leggendaria 500 Miglia di Indianapolis. La gara su strada californiana deciderà slancio e gerarchie in vista delle tappe più decisive della stagione.
Il circuito temporaneo di Long Beach misura circa 1,97 miglia (3,17 km) e presenta 11 curve molto tecniche. Due punti del tracciato sono ormai simbolici: la famosa “rotonda” all’inizio e il tornante finale che lancia i piloti sul rettilineo principale, dove spesso si decidono le battaglie per la vittoria.
Alex Palou arriva come uno dei favoriti: il pilota spagnolo ha già conquistato due successi in questa stagione e si presenta in lotta per la vetta della classifica. A sfidarlo ci sarà soprattutto Kyle Kirkwood, già protagonista nelle ultime edizioni, oltre a diversi volti noti del campionato.
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Per il pubblico e per i team la posta in gioco è chiara: una buona performance a Long Beach può dare fiducia e punti preziosi prima della lunga fase che culmina a Indianapolis. La pista di porto, con i suoi muretti e le traiettorie ristrette, non perdona gli errori e amplifica il valore di una pole o di una strategia azzeccata.
- Contendenti da seguire: Alex Palou, Kyle Kirkwood, Josef Newgarden e diversi veterani con esperienza su circuiti cittadini.
- Caratteristica del tracciato: corsia stretta, muretti vicino alla linea ideale e punti di sorpasso limitati — la qualifica è spesso decisiva.
- Impatto sulla classifica: pochi punti separano i primi; ogni piazzamento a Long Beach può cambiare gli equilibri prima delle gare su ovale.
- Fattore squadra: strategie di pit-stop e set-up sulle sospensioni faranno la differenza per tenere il passo sui lunghi rettilinei e negli insidiosi tornanti.
Negli ultimi anni la lista dei vincitori sul lungomare californiano include nomi affermati della serie: fra questi Josef Newgarden e altri piloti che hanno saputo adattarsi rapidamente alle peculiarità della pista. Alcuni team, come Chip Ganassi e Andretti, puntano a sfruttare esperienza e risorse per controllare la gara.
Il risultato di Long Beach avrà conseguenze pratiche: oltre ai punti in palio, la gara offrirà indicazioni su assetto, usura gomme e strategie che potrebbero ripetersi nelle tappe successive. Per i piloti in lotta per il titolo è un’occasione per consolidare posizioni o per tentare il sorpasso in classifica.
Chi vince qui non vince automaticamente il campionato, ma spesso porta a casa un vantaggio psicologico e tecnico non trascurabile. Gli appassionati troveranno in pista un mix di guida aggressiva e gestione della gara che promette spettacolo e tensione fino all’ultimo giro.












