Questo è il tempo della riscoperta. Del valore di un abbraccio, dell’importanza di guardarsi negli occhi, del calore di una stretta di mano”. Sono le parole del premier Giuseppe Conte dedicate a suo padre, a tutti i padri del mondo, pubblicate sul suo profilo Twitter per la festa del papà.

Una ricorrenza che quest’anno è toccata da un momento particolare, difficile per tutti. Le carezze, gli abbracci, i baci, che in questa giornata dovrebbero risollevare gli animi dei padri e dei figli, sono del tutto impediti, rischiosi. Un pericolo chiamato coronavirus che è riuscito a stravolgere le consuetudini, a dare per minaccia la sicurezza di un abbraccio.  Ed è così che la tecnologia ci viene incontro, tenendo in contatto i cuori seppur virtualmente: messaggi, immagini, videochiamate e feste su gruppi Whatsapp di famiglia.

Com’è ben noto, nella data del 19 marzo è ricordato San Giuseppe, che non è soltanto il protettore dei padri di famiglia, ma anche dei lavoratori e dei moribondi, soggetti che maggiormente stanno risentendo gli effetti diretti ed indiretti dell’epidemia. Per questa ragione gli auguri hanno un tono più sentito, e prendono una grande parte della comunità: auguri ai padri, ai nonni, ai lavoratori medici e infermieri negli ospedali, ai ricoverati in attesa di guarigione, ai lavoratori dipendenti e imprenditori interrotti per contrastare il contagio. E come ha concluso Conte nel suo tweet “Presto torneremo a stringerci più forte di prima. Buona festa del papà”.

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