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Ogni 28 febbraio la comunità internazionale concentra l’attenzione sulle patologie rare: malattie spesso poco conosciute ma capaci di compromettere in modo profondo vista, udito e sviluppo cognitivo. Quest’anno la Fondazione Lega del Filo d’Oro torna sotto i riflettori con una campagna che punta a sostenere percorsi di cura e donazioni regolari, mentre la platea delle persone coinvolte continua a crescere.
Perché conta oggi: le diagnosi precoci e i programmi riabilitativi mirati possono cambiare il percorso di vita di bambini e adulti con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, ma molte famiglie restano ancora in attesa di servizi adeguati e continui.
Numeri recenti e realtà sul campo
Nel 2025 il Centro Diagnostico della Fondazione ha preso in carico 122 persone affette da sordocecità o pluridisabilità psicosensoriale. In termini di intervento clinico e riabilitativo, sono state completate 56 valutazioni psicodiagnostiche e attivati 66 interventi precoci rivolti soprattutto a giovani pazienti.
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Dal monitoraggio emerge un dato significativo: circa il 35% delle persone seguite presenta una malattia considerata rara, confermando quanto queste condizioni siano tra le cause principali di perdita combinata di vista e udito.
- Cause frequentemente segnalate: sindromi di Norrie, Usher e Goldenhar; mutazioni geniche come SCN8A e ALG3.
- Prospettiva globale: si stimano oltre 10.000 malattie rare conosciute, con circa 300 milioni di persone affette nel mondo.
- Impatto in Italia: circa 2 milioni di persone coinvolte, di cui il 70% in età pediatrica.
Il ruolo della riabilitazione e dell’accompagnamento
Secondo i professionisti della Lega del Filo d’Oro, l’intervento più efficace non si limita alla cura medica: servono percorsi educativi-riabilitativi tarati sulle capacità residue sensoriali, programmi che favoriscano autonomia e partecipazione sociale. Patrizia Ceccarani, segretario del Comitato Tecnico Scientifico ed Etico della Fondazione, sottolinea come l’assistenza continua rappresenti un elemento determinante per migliorare qualità di vita e prospettive di indipendenza.
Per molte famiglie, la gestione quotidiana resta complessa: oltre alla diagnosi c’è la necessità di servizi integrati, supporti educativi e risposte sanitarie coordinate sul territorio.
La campagna e la visibilità
La campagna “Insieme, un traguardo dopo l’altro”, realizzata da Arkage e accompagnata dalla voce narrante di Neri Marcorè in tv, mira a rafforzare la raccolta di donazioni periodiche e a mantenere alta l’attenzione sulle esigenze delle persone con malattie rare.
Più visibilità significa anche maggior pressione su istituzioni e operatori per migliorare reti diagnostiche, accesso a terapie e servizi di cura personalizzati.
Cosa cambia per i lettori
Le ricadute pratiche sono molte: politiche sanitarie che incentivano la diagnosi precoce, investimenti in riabilitazione sensoriale e percorsi di inclusione scolastica e lavorativa possono incidere direttamente sulla vita delle persone coinvolte.
- Se avete un familiare con sintomi sospetti, chiedere una valutazione specialistica tempestiva può accelerare l’accesso a interventi utili.
- Informarsi sulle iniziative locali e nazionali aiuta a orientarsi tra servizi e possibilità di supporto.
- La partecipazione civile e il sostegno economico regolare alle associazioni che lavorano sul territorio amplificano capacità di intervento e continuità assistenziale.
Restano sfide aperte: ricerca genetica, diffusione di protocolli diagnostici uniformi e sostegno alle famiglie nel lungo periodo. Tuttavia, l’attenzione pubblica del 28 febbraio ricorda che queste condizioni non sono isolate e che politiche mirate possono fare la differenza.












