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Swatch lancia un nuovo capitolo del suo progetto artistico con una capsule realizzata insieme al Guggenheim di New York e alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia: orologi che trasformano dipinti d’autore in design da indossare. La novità interessa sia i collezionisti sia chi cerca un modo quotidiano e accessibile per avere l’arte al polso.
La collaborazione coinvolge due istituzioni storiche gestite dalla Solomon R. Guggenheim Foundation, fondata nel 1937, e segna un proseguimento della strategia di Swatch volta a rendere l’arte più fruibile al grande pubblico, iniziata ufficialmente già nei primi anni Novanta.
I modelli della collezione
Capolavoro accessibile al pubblico: cosa cambia per gli appassionati
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- Monet — Palazzo Ducale (vista da San Giorgio Maggiore, 1908): cassa da 41 mm, quadrante multicolore che riprende i giochi di luce della laguna.
- Jackson Pollock — Alchemy (1947): cassa da 41 mm, grafica che riporta la tecnica di colatura e schizzi tipica dell’artista americano.
- Edgar Degas — Dancers: variante da 34 mm dedicata ai celebri studi sulla danza, interpretati sul quadrante in chiave Swatch.
- Paul Klee — Bavarian Don Giovanni: versione da 34 mm che reinterpreta la tavolozza e la geometria dell’opera di Klee.
Dal punto di vista tecnico i segnatempo presentano quadranti stampati a colori e lancette dei secondi allungate progettate in modo simmetrico; le sfere di ore e minuti, disponibili in blu o argento, sono trattate per illuminarsi al buio.
La cassa è in materiale trasparente con finitura opaca: per il modello ispirato a Monet viene impiegata una soluzione biosourced, un dettaglio che sottolinea l’attenzione ai materiali e alla sostenibilità.
Che impatto ha per il pubblico
Questa collezione non è solo un’operazione di immagine: ridefinisce il rapporto tra museo e consumatore, portando capolavori storici fuori dalle sale espositive e trasformandoli in oggetti di uso quotidiano. Per gli appassionati significa nuova offerta sul mercato dei collezionabili; per chi si avvicina all’arte è un’occasione low‑barrier per conoscere autori importanti.
Dal punto di vista culturale, l’iniziativa rafforza il trend delle partnership tra istituzioni museali e marchi di consumo, con implicazioni su educazione artistica, merchandising e percezione del valore di un’opera quando entra nella sfera personale.
Un commento sul progetto
Secondo Carlo Giordanetti, a capo dello Swatch Art Peace Hotel, la serie sintetizza la lunga relazione tra Swatch e le collezioni Guggenheim: l’obiettivo è celebrare l’arte rendendola indossabile, senza snaturarne il valore ma ampliandone la fruizione al di fuori del museo.
Per chi segue le novità del mondo orologiero e dell’arte contemporanea, questa uscita rappresenta un punto d’interesse sia sul piano estetico sia su quello del mercato culturale.












