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Al MIPIM 2026 a Cannes, Sport e Salute ha posto lo sport al centro del dibattito sulla trasformazione delle città: non più solo impianti, ma leve per rilanciare quartieri, creare lavoro e aumentare la qualità della vita. La proposta, rilanciata dal presidente Andrea Mezzaroma, punta a mettere in connessione investitori, amministrazioni locali e operatori immobiliari per accelerare progetti di riqualificazione sostenibile.
Perché conta adesso
Il tema è diventato urgente perché molte città europee cercano soluzioni concrete per recuperare aree degradate senza ricorrere esclusivamente a nuove costruzioni. Integrare strutture sportive nei piani urbani può offrire benefici immediati — dalla salute pubblica alla rivitalizzazione economica — e attirare capitali orientati a impatti misurabili.
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Al MIPIM, un contesto tradizionalmente dedicato al real estate, l’intervento di Sport e Salute ha cambiato il registro: lo sport viene presentato come una componente strategica del progetto urbano, capace di aumentare la fruizione degli spazi pubblici e di orientare le scelte di investimento verso progetti pluriennali più resilienti.
Cosa propone Sport e Salute
Secondo Mezzaroma, la strategia si articola su tre direttrici principali:
- integrazione tra infrastrutture sportive e programmi di edilizia pubblica;
- partenariati pubblico-privati che favoriscano la gestione a lungo termine;
- criteri di sostenibilità e inclusione sociale, con attenzione all’accessibilità e alle attività per tutte le età.
Il modello illustrato alla fiera prevede interventi che vadano oltre la costruzione di stadi o palestre: parchi attrezzati, piste ciclabili collegate agli impianti, spazi polifunzionali capaci di ospitare eventi culturali e attività comunitarie.
Implicazioni pratiche per città e investitori
Per gli amministratori locali, lo sport può diventare uno strumento di pianificazione territoriale che attrae risorse private senza sacrificare la funzione sociale degli spazi pubblici. Per gli investitori, invece, l’offerta è interessante perché abbina ritorni economici a indicatori ESG più solidi — un fattore ormai cruciale nelle decisioni finanziarie.
Tra gli effetti concreti attesi:
- Rigenerazione di aree dismesse con impatti misurabili su sicurezza e vivibilità;
- creazione di posti di lavoro legati a costruzione, gestione e promozione sportiva;
- miglioramento della salute pubblica grazie a maggiori opportunità di attività fisica.
Rischi e criticità
Il piano non è privo di ostacoli. Le principali criticità citate dai partecipanti al MIPIM riguardano la sostenibilità finanziaria dei progetti, la governance degli impianti e il rischio che iniziative di facciata non producano benefici duraturi per le comunità locali.
Affidare strutture a soggetti privati può accelerare interventi, ma richiede contratti chiari su gestione, prezzo d’uso e partecipazione cittadina. Senza queste garanzie, l’investimento rischia di generare esclusione invece che inclusione.
Elementi chiave per il successo
- piani finanziari trasparenti e condivisi tra enti pubblici e partner privati;
- coinvolgimento delle comunità nella progettazione e nella gestione;
- monitoraggio degli impatti sociali e ambientali con indicatori pubblici;
- priorità a soluzioni multifunzionali e climaticamente resilienti.
Al termine dell’intervento, Mezzaroma ha invitato città e investitori a considerare lo sport non come un costo ma come un volano capace di dare senso e durata agli investimenti urbani. La sfida, ora, è trasformare le dichiarazioni in piani operativi replicabili su scala nazionale e locale.
Se adottata con criteri rigorosi, questa visione potrebbe cambiare non solo il volto delle aree urbane, ma anche il modo in cui si valutano i progetti immobiliari nel contesto europeo: meno monofunzionalità, più servizi, più comunità.












