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I carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno arrestato oggi il trapper Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, nell’ambito di un’operazione che riguarda accuse di porto abusivo di armi e rapina. La vicenda, iniziata con provvedimenti notificati il 17 marzo 2026, solleva interrogativi su sicurezza e responsabilità nel mondo della musica urbana.
L’operazione e le misure cautelari
Secondo quanto riferito dai militari, le attività investigative coordinate dalla Procura hanno portato all’esecuzione di più ordinanze di custodia cautelare a partire da martedì 17 marzo 2026. Tra gli indagati figura il 24enne residente a Calolziocorte, che è stato tradotto in carcere a Busto Arsizio (Varese).
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Le forze dell’ordine precisano che alcune delle misure riguardano anche ipotesi di maltrattamenti e coinvolgono persone considerate vicine al trapper. L’operazione è in corso e gli inquirenti non hanno ancora reso pubblici tutti i dettagli delle contestazioni.
Le accuse principali
- Porto abusivo di armi — contestata la detenzione di armi illegalmente possedute.
- Rapina — reato per cui è scattata l’arresto insieme ad altre misure.
- Ulteriori provvedimenti collegati a ipotesi di maltrattamenti nei confronti di terze persone.
Il trasferimento in carcere e la pluralità delle ordinanze indicano che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire una rete più ampia di responsabilità, non limitata al singolo artista.
Un precedente giudiziario ancora recente
Il nome di Mouhib era già al centro di altri procedimenti: il 4 marzo scorso è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per ricettazione e per la detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. Dopo quel verdetto, il giovane aveva detto ai cronisti di voler concentrare la propria attenzione esclusivamente sulla musica.
La ricorrenza di nuovi provvedimenti a poche settimane dalla condanna richiama l’attenzione sulle possibili ripercussioni legali e sulla reputazione pubblica dell’artista.
Quando e dove saranno forniti altri dettagli
I carabinieri hanno convocato una conferenza stampa per le 11:00 presso il comando provinciale di Lecco, alla quale parteciperà il procuratore Ezio Domenico Basso. Saranno illustrati elementi investigativi e motivazioni delle misure cautelari.
Per il pubblico e per gli addetti ai lavori, l’appuntamento chiarirà l’entità delle accuse e le prospettive processuali dei coinvolti.
Perché la vicenda conta
Il caso ha rilevanza immediata su più fronti: la percezione della sicurezza nelle province coinvolte, l’impatto sulla carriera dell’artista e gli sviluppi processuali che potrebbero coinvolgere altre persone nel suo ambiente. Le autorità giudiziarie sottolineano che le indagini mirano a fare chiarezza su episodi che, se confermati, configurerebbero reati di natura grave.
Restano da accertare responsabilità, dinamiche e moventi: i prossimi giorni, con la conferenza stampa e gli atti d’indagine, saranno decisivi per ricostruire la vicenda.













