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La cover del numero di marzo dell’inserto Finzioni è firmata da Giovanni “Gioz” Scarduelli, illustratore e fumettista che negli ultimi anni ha trasformato in un libro personale ricordi adolescenziali rimasti a lungo inediti. Il suo graphic novel più recente affronta il tema del corpo come paesaggio emotivo: una scelta che lo rende oggi particolarmente attuale in un dibattito culturale che cerca nuovi linguaggi per parlare di vulnerabilità e crescita.
Da collaboratore a autore unico
Formatosi tra il Liceo d’Arte Giulio Romano, l’Istituto Design Palladio di Verona e il MiMaster di Milano, Scarduelli ha costruito la propria carriera lavorando soprattutto su testi altrui: fumetti, copertine e illustrazioni per case editrici e testate. Tra i suoi lavori figurano reinterpretazioni notevoli di classici come Il diario di Anne Frank (Rizzoli), Il mio amico Giovanni (Feltrinelli) e l’Antologia di Spoon River (Mondadori).
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A un certo punto, però, ha deciso di occupare uno spazio creativo esclusivamente suo: non più intervenire su progetti scritti da altri, ma produrre un racconto che potesse essere modellato del tutto secondo i propri tempi, errori e riscritture.
Corpo a corpo: perché questo libro ora
Pubblicato nel 2025 per Terre di mezzo, Corpo a corpo nasce da capitoli iniziati nel 2018 e conservati in una cartella privata. L’intento iniziale era semplice e personale: fissare su carta alcuni ricordi dei sedici anni — relazioni con gli amici, dinamiche scolastiche e, soprattutto, la scoperta affettiva fatta di sguardi e silenzi.
Il risultato è un lavoro in cui il corpo non è solo argomento, ma linguaggio: il tratto e il gesto visivo dialogano con le parole per ricostruire la memoria emotiva di un’adolescenza maschile che l’autore racconta senza enfasi né facili moralizzazioni.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Editore: Terre di mezzo
- Temi principali: corpo, vulnerabilità, crescita, amicizia
- Formazione: Liceo d’Arte Giulio Romano; Istituto Design Palladio (Verona); MiMaster (Milano)
- Opere illustrate: Il diario di Anne Frank, Il mio amico Giovanni, Antologia di Spoon River
Il gesto prima della parola
Per Scarduelli il disegno è il primo strumento di racconto: la parola è arrivata dopo, come necessità di completare e approfondire il lavoro visivo. Questo approccio gli ha permesso di esplorare la materia narrativa senza rinunciare a errori, ripensamenti e riscritture — elementi che considera funzionali alla sincerità del racconto.
Dice di non essersi prefissato di «parlare di vulnerabilità»: piuttosto, l’onestà del procedimento creativo ha portato alla luce quei temi. In questo senso, il libro si propone come una testimonianza che non pretende di formalizzare un messaggio, ma di restituire una sensibilità.
Ritratti e la cover di marzo
Nel lavoro di Scarduelli il volto è un campo di indagine: pochi segni ben calibrati bastano a sostenere un primo piano. Questo metodo è stato adottato anche per la copertina di Finzioni, commissione che lo ha visto cimentarsi con un ritratto di Kafka. L’autore racconta di essere partito da un ritratto libero, costruito sull’intensità dello sguardo più che sulla fedeltà fotografica.
Un precedente, non commissionato ma apprezzato in redazione, era stato il ritratto di Carmelo Bene: un lavoro nato nel tempo libero che gli aveva permesso di sperimentare espressività e colore senza vincoli.
Ricezione e pubblico
Durante il tour di presentazione, Scarduelli ha riscontrato un interesse che travalica le generazioni: lettori millennial, Gen Z e persone più adulte trovano nella sua storia elementi riconoscibili. Questo riscontro suggerisce che le esperienze raccontate — pur radicate in un’età specifica — toccano modalità di relazione e sentimenti che restano comuni nel tempo.
La partecipazione varia del pubblico conferma anche una constatazione pratica: il fumetto è sempre più un medium capace di dialogare con platee differenti, utile anche per percorsi didattici o laboratoriali nelle scuole.
Cosa farà nei prossimi mesi
Scarduelli ha appena concluso un corso di fumetto con studenti delle scuole medie e tornerà presto a insegnare anche a un pubblico più adulto, tra Verona e Milano. Proseguirà il tour di Corpo a corpo e, tra una presentazione e l’altra, sta lavorando a una nuova storia che già ha iniziato a scrivere.
Per lettori e operatori culturali, la sua attività offre spunti concreti: letture condivise, workshop e incontri pubblici capaci di introdurre il fumetto nelle pratiche educative e nelle discussioni sulla rappresentazione della vulnerabilità maschile oggi.












