Mostra sommario Nascondi sommario
Undici organizzazioni non governative internazionali avvertono di una nuova emergenza umanitaria a Cuba: la carenza di carburante, aggravata dalle restrizioni economiche, mette a rischio l’accesso ai servizi essenziali e peggiora le condizioni di vita già duramente provate dall’embargo storico. La richiesta è chiara e immediata: rispettare il Diritto Internazionale e garantire corridoi umanitari per proteggere le persone più vulnerabili.
Un embargo che continua a pesare
L’embargo contro Cuba, introdotto formalmente negli anni Sessanta, continua a condizionare fortemente l’economia dell’isola. Negli ultimi anni misure economiche e finanziarie aggiuntive hanno ulteriormente complicato l’importazione di beni fondamentali, tra cui il carburante.
Hyundai IONIQ 6 rivoluziona l’efficienza: berlina elettrica dal profilo sorprendente
Film ritirato dopo 48 ore: Teo Mammucari risponde alle accuse di Peppe Iodice
Questo irrigidimento delle sanzioni non è una questione teorica: limita la capacità dello Stato e delle organizzazioni di garantire servizi di base, creando problemi pratici e immediati nella vita quotidiana dei cubani.
Il richiamo delle ONG
Le undici organizzazioni firmatarie, attive a Cuba da tempo nel campo dello sviluppo e dell’assistenza, hanno lanciato un appello ai governi e alla comunità internazionale. Operano secondo i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza e denunciano come la mancanza di carburante stia compromettendo servizi fondamentali.
Conseguenze concrete
Secondo le organizzazioni, la crisi energetica agisce come un moltiplicatore di vulnerabilità: gli effetti non sono distribuiti in modo uniforme, ma colpiscono in modo sproporzionato chi è già in difficoltà.
- Sanità: limitazioni nell’accesso agli ospedali, riduzione delle prestazioni d’urgenza e difficoltà nella conservazione di vaccini e farmaci a catena del freddo.
- Sicurezza alimentare: calo della produzione agricola, difficoltà nella distribuzione e aumento dei prezzi dei generi alimentari.
- Acqua e igiene: interruzioni nel funzionamento degli impianti idrici e dei servizi igienico-sanitari con potenziali ripercussioni sanitarie.
- Istruzione e protezione sociale: scuole e università faticano a garantire continuità didattica; persone fragili — anziani, bambini, disabili e donne — sono esposte a maggiori rischi.
- Mobilità e economia locale: costi di trasporto in aumento e interruzioni nella catena di approvvigionamento per piccole imprese e agricoltori.
Le ripercussioni si avvertono soprattutto nelle aree rurali, dove alternative infrastrutturali e reti di supporto sono più deboli.
Chi ha firmato l’appello
| Organizzazione | Ambito |
|---|---|
| ARCS – Arci Culture Solidali | Sviluppo e cooperazione |
| CARE Cuba | Assistenza umanitaria |
| CISP Desarrollo de los Pueblos | Cooperazione internazionale |
| COSPE | Sviluppo sostenibile |
| Fundación Mundubat | Cooperazione e diritti |
| Fundación ISCOD-UGT | Formazione e lavoro |
| Humanity & Inclusion | Assistenza a persone con disabilità |
| Justicia Alimentaria | Sicurezza alimentare |
| Movimiento por la Paz | Diritti e pace |
| OIKOS Cooperação e Desenvolvimento | Cooperazione |
| Solidaridad para el Desarrollo y la Paz (SODePAZ) | Sviluppo locale |
Federico Mei, coordinatore di ARCS a Cuba, ha spiegato che le restrizioni esterne stanno amplificando problemi già presenti sull’isola e ha chiesto un intervento rapido della comunità internazionale per ripristinare il rispetto del Diritto Internazionale e tutelare la dignità delle persone.
Le organizzazioni sollecitano misure concrete: autorizzare e facilitare importazioni umanitarie, rimuovere ostacoli che impediscono la fornitura di beni essenziali e garantire che gli aiuti raggiungano i più bisognosi senza barriere politiche.
Se la situazione non viene affrontata, avvertono gli esperti sul campo, le conseguenze rischiano di tradursi in un peggioramento della salute pubblica, aumento della fame e ulteriore erosione dei mezzi di sussistenza per migliaia di famiglie.












