Embargo Usa mette in ginocchio la vita quotidiana dei cubani

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Undici organizzazioni non governative internazionali avvertono di una nuova emergenza umanitaria a Cuba: la carenza di carburante, aggravata dalle restrizioni economiche, mette a rischio l’accesso ai servizi essenziali e peggiora le condizioni di vita già duramente provate dall’embargo storico. La richiesta è chiara e immediata: rispettare il Diritto Internazionale e garantire corridoi umanitari per proteggere le persone più vulnerabili.

Un embargo che continua a pesare

L’embargo contro Cuba, introdotto formalmente negli anni Sessanta, continua a condizionare fortemente l’economia dell’isola. Negli ultimi anni misure economiche e finanziarie aggiuntive hanno ulteriormente complicato l’importazione di beni fondamentali, tra cui il carburante.

Questo irrigidimento delle sanzioni non è una questione teorica: limita la capacità dello Stato e delle organizzazioni di garantire servizi di base, creando problemi pratici e immediati nella vita quotidiana dei cubani.

Il richiamo delle ONG

Le undici organizzazioni firmatarie, attive a Cuba da tempo nel campo dello sviluppo e dell’assistenza, hanno lanciato un appello ai governi e alla comunità internazionale. Operano secondo i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza e denunciano come la mancanza di carburante stia compromettendo servizi fondamentali.

Conseguenze concrete

Secondo le organizzazioni, la crisi energetica agisce come un moltiplicatore di vulnerabilità: gli effetti non sono distribuiti in modo uniforme, ma colpiscono in modo sproporzionato chi è già in difficoltà.

  • Sanità: limitazioni nell’accesso agli ospedali, riduzione delle prestazioni d’urgenza e difficoltà nella conservazione di vaccini e farmaci a catena del freddo.
  • Sicurezza alimentare: calo della produzione agricola, difficoltà nella distribuzione e aumento dei prezzi dei generi alimentari.
  • Acqua e igiene: interruzioni nel funzionamento degli impianti idrici e dei servizi igienico-sanitari con potenziali ripercussioni sanitarie.
  • Istruzione e protezione sociale: scuole e università faticano a garantire continuità didattica; persone fragili — anziani, bambini, disabili e donne — sono esposte a maggiori rischi.
  • Mobilità e economia locale: costi di trasporto in aumento e interruzioni nella catena di approvvigionamento per piccole imprese e agricoltori.

Le ripercussioni si avvertono soprattutto nelle aree rurali, dove alternative infrastrutturali e reti di supporto sono più deboli.

Chi ha firmato l’appello

Organizzazione Ambito
ARCS – Arci Culture Solidali Sviluppo e cooperazione
CARE Cuba Assistenza umanitaria
CISP Desarrollo de los Pueblos Cooperazione internazionale
COSPE Sviluppo sostenibile
Fundación Mundubat Cooperazione e diritti
Fundación ISCOD-UGT Formazione e lavoro
Humanity & Inclusion Assistenza a persone con disabilità
Justicia Alimentaria Sicurezza alimentare
Movimiento por la Paz Diritti e pace
OIKOS Cooperação e Desenvolvimento Cooperazione
Solidaridad para el Desarrollo y la Paz (SODePAZ) Sviluppo locale

Federico Mei, coordinatore di ARCS a Cuba, ha spiegato che le restrizioni esterne stanno amplificando problemi già presenti sull’isola e ha chiesto un intervento rapido della comunità internazionale per ripristinare il rispetto del Diritto Internazionale e tutelare la dignità delle persone.

Le organizzazioni sollecitano misure concrete: autorizzare e facilitare importazioni umanitarie, rimuovere ostacoli che impediscono la fornitura di beni essenziali e garantire che gli aiuti raggiungano i più bisognosi senza barriere politiche.

Se la situazione non viene affrontata, avvertono gli esperti sul campo, le conseguenze rischiano di tradursi in un peggioramento della salute pubblica, aumento della fame e ulteriore erosione dei mezzi di sussistenza per migliaia di famiglie.

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