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Dopo la tappa a singhiozzo di Garmisch-Partenkirchen la Coppa del Mondo maschile si sposta sulla celebre pista di Kranjska Gora: è qui, sulla stretta e tecnica “Podkoren”, che l’Italia ha costruito alcuni dei suoi ricordi più importanti nello sci alpino. La tappa slovena, con un gigante e uno slalom in programma, può fare la differenza in questa fase della stagione e rappresenta un banco di prova immediato per gli azzurri in vista del 2026.
Kranjska Gora è storicamente un terreno favorevole alle gare tecniche: cambi di ritmo, porte strette e neve compatta richiedono precisione e nervi saldi. Per l’Italia il passato ha regalato vittorie memorabili e piazzamenti che hanno lasciato il segno, ma negli ultimi anni i successi sono diventati più rari. Questo rende la tappa di quest’anno particolarmente significativa per misurare la forma e lo stato di salute della squadra.
Gli episodi che hanno segnato gli azzurri
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Dal primo podio alla consacrazione di alcuni campioni, la storia degli italiani a Kranjska Gora si snoda tra exploit isolati e momenti di dominio. Non si tratta solo di nostalgici risultati: conoscere questi precedenti aiuta a capire aspettative e pressioni che gravano sui concorrenti oggi.
- 21 dicembre 1978 – primo piazzamento di rilievo con Leonardo David, terzo in slalom.
- 1985–1986 – Roberto Erlacher sfiora la vittoria: due secondi posti in gigante (dicembre 1985 e dicembre 1986).
- 20 dicembre 1987 – la prima vittoria italiana: Alberto Tomba trionfa nello slalom.
- 1990–1995 – anni d’oro per Tomba: successi sia in gigante che in slalom (tra cui il gigante del 1990 e le gare del 1995) e vari podi per gli azzurri.
- 4 gennaio 1992 – Sergio Bergamelli vince il gigante; Tomba torna sul podio il giorno dopo con una prestazione di alto livello nello slalom.
- 5 gennaio 1999 – Patrick Holzer riporta l’Italia al vertice con una vittoria in gigante.
- 2004–2005 – buona vena degli azzurri: Alberto Schieppati e Alexander Ploner salgono sul podio (2004), Giorgio Rocca firma due successi nello slalom (2005).
- 2007–2009 – Max Blardone, Manfred Moelgg e Giuliano Razzoli accumulano piazzamenti importanti e vittorie di giornata per gli avversari, confermando la competitività italiana nelle tecniche.
- 2012–2017 – Cristian Deville, Giuliano Razzoli e Stefano Gross mantengono gli azzurri tra i protagonisti; l’ultimo podio italiano registrato risale al 5 marzo 2017 (Gross, secondo).
Gli anni successivi hanno segnato una battuta d’arresto: la gara non si è disputata nel 2024 a causa della mancanza di neve, mentre il 2025 ha visto la doppietta del norvegese Henrik Kristoffersen, che ha monopolizzato entrambi gli eventi tecnici sulla Podkoren.
Perché contano i risultati a Kranjska Gora oggi
Il valore di una buona prestazione qui va oltre il singolo podio: il tracciato mette sotto stress chi punta alle finali di stagione e può cambiare le gerarchie nelle classifiche di gigante e slalom. Per gli atleti azzurri, un piazzamento di rilievo potrebbe rilanciare fiducia e slancio verso la fase decisiva della Coppa.
Lo stato di forma mostrato in Slovenia avrà ricadute immediate sulle scelte tecniche e sugli equilibri della nazionale. Allenatori e staff tengono d’occhio non solo i risultati, ma anche la consistenza in entrambe le manche: errori, ritiri e tempi sul misto di neve compatta forniscono indicazioni concrete per il resto della stagione.
In conclusione, la tappa di Kranjska Gora non è soltanto una tradizione del calendario: è una verifica immediata per gli azzurri. Dopo anni di alti e bassi, la possibilità di tornare a brillare sulla Podkoren è anche una questione di orgoglio e di prospettive pratiche per la squadra in vista del 2026.












