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Ieri sera Bologna si è ritrovata a celebrare la musica e l’eredità di Lucio Dalla in una serata intitolata “Liberi”: oltre cento artisti sul palco dell’Arena del Sole per ricordare un autore che continua a parlare di libertà, pace e cittadinanza. L’evento, organizzato da Qn–Il Resto del Carlino insieme alla Fondazione Lucio Dalla e Sony Music, ha richiamato l’attenzione sulla forza contemporanea di brani come Vita e sull’importanza di tenere vivo un dibattito culturale che riguarda tutti.
Un omaggio collettivo a quarant’anni da Caruso
La serata, pensata nell’ambito della rassegna “Ciao”, ha coinciso con il quarantennale di Caruso e ha messo in scena una mistura di generazioni: artisti affermati, giovani talenti e cori giovanili hanno reinterpretato il repertorio di Dalla alternando emozione e ironia.
A condurre la manifestazione è stata la direttrice dei quotidiani del gruppo Qn, Agnese Pini, affiancata dalla giornalista Monica Peruzzi; il vicedirettore del Carlino Valerio Baroncini ha ricordato come la figura dell’artista sia profondamente radicata nell’identità cittadina, mentre il Piccolo Coro dell’Antoniano, guidato da Margherita Gamberini, ha offerto un’immediata nota giocosa con «Attenti al lupo» e un omaggio che ha spaziato dallo Zecchino d’Oro a pezzi internazionali eseguiti a Sanremo.
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Voci e storie dalla scena
Tra gli interventi più apprezzati, la performance di Paola Iezzi: premiata da rappresentanti di Sony Music, ha ripercorso il primo incontro con Dalla e ha scelto due brani dal peso civile, tra cui «Se io fossi un angelo», testo che mette in discussione guerra e ingiustizie.
Un progetto dedicato alla pace — denominato Music and resilience — ha visto protagonisti studenti del liceo musicale intitolato all’artista; tra loro anche giovani arrivati dal Libano e dall’Ucraina, a sottolineare la dimensione internazionale e di accoglienza dell’iniziativa.
Non è mancato lo spazio per il teatro musicale: Graziano Galatone, tra i protagonisti del lavoro teatrale di Dalla «Tosca – Amore disperato», ha ricevuto il premio della Banca di Bologna per il suo percorso, mentre Roberta Gentile ha interpretato le sue «Rondini».
Qualche giorno dopo la sua partecipazione a Sanremo, sul palco è salita anche Malika Ayane, insignita del premio Ballerino per il percorso artistico: tra i pezzi eseguiti, «Come foglie», «Ricomincio da qui» e una versione intensa di «Futura», con un richiamo esplicito all’importanza di costruire il futuro tramite piccoli gesti quotidiani.
- Luogo: Arena del Sole, Bologna
- Evento: “Liberi” — serata in memoria di Lucio Dalla
- Partecipanti: oltre 100 artisti, cori, studenti del liceo musicale
- Iniziative chiave: Music and resilience, rassegna Ciao, celebrazione del 40° di Caruso
- Premiati: tra gli altri, Malika Ayane, Graziano Galatone, Elisa Benetti e il producer Benvenuti
La serata è stata anche un momento istituzionale: in sala erano presenti il sindaco Matteo Lepore e rappresentanti del gruppo Monrif, tra cui Andrea, Sara e Matteo Riffeser Monti. La macchina organizzativa ha coinvolto partner locali e nazionali — dalla Fondazione Lucio Dalla a Siae e Sony Music — con il sostegno di sponsor pubblici e privati.
Perché questa serata conta oggi
Oltre all’omaggio artistico, l’evento ha ribadito come la musica di Dalla continui a essere veicolo di riflessione su temi attuali: dall’impegno civile alla costruzione di comunità inclusive. In tempi segnati da conflitti e migrazioni, progetti come Music and resilience mostrano l’impatto concreto che cultura e scuola possono avere sulla vita di giovani migranti e rifugiati.
Il richiamo più ampio è culturale e civile: conservare la memoria di un autore significa mantenere vivi strumenti di confronto e partecipazione, soprattutto nelle città che ne hanno fatto il mito quotidiano.
Tra appuntamenti simili e iniziative didattiche, la serata di Bologna lascia dunque un doppio lascito: un palcoscenico condiviso per la memoria musicale e un modello di come la cultura può essere pratica di solidarietà.












