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La finale del 76° Festival di Sanremo si è chiusa nelle prime ore del mattino con più applausi tiepidi che entusiasmi: una serata dalla forma contenuta che ha diviso pubblico e critica. La conduzione sobria di Carlo Conti ha imposto un tono misurato, lasciando sul tavolo interrogativi sul futuro della kermesse e su come il palco dell’Ariston continuerà a parlare alle nuove generazioni.
I commenti di Alice Valeria Oliveri e Giulia Pilotti, raccolti durante la diretta, hanno scandito la notte tra ironia e affetto critico: dal risvolto malinconico di alcuni momenti all’elogio di esibizioni che hanno funzionato nonostante il contesto. Più che una gara piena di colpi di scena, la serata è apparsa come una commemorazione dei tanti modi in cui Sanremo continua a trasformarsi.
Bilancio della serata
Il tono generale è stato contenuto, lontano dall’esuberanza che caratterizzava le edizioni più recenti. Questo non ha impedito ad alcuni artisti di emergere per coerenza stilistica o per un impatto emotivo concreto: dalla presenza toccante di Sal Da Vinci alle performance giovanili di Tredici Pietro e Nayt.
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Da parte dei due critici sono arrivate valutazioni taglienti ma non gratuite: applausi per chi ha saputo calibrare il pezzo al contesto, dubbi per produzioni che hanno suonato sovraccariche o inutilmente autoreferenziali. I momenti di spettacolo esterno (ospiti, interventi sul palco) hanno cercato di stemperare l’atmosfera, senza però ribaltare l’impronta pacata della serata.
| Orario | Artista / Ospite | Osservazione |
|---|---|---|
| 02:18 | Chiusura della serata | Finale in tono dimesso: applausi ma poche sorprese. |
| 01:44 | Eddie Brock | Esibizione tarda della serata, accolta con affetto ma non rivoluzionaria. |
| 01:29 | Maria Antonietta & Colombre | Voce e intesa apprezzate: piccola scena indie ben riuscita. |
| 00:49 | Luché | Performance energica, commentata con ironia dalla critica. |
| 00:11 | Fedez & Masini | Duetto divisivo: molti spettatori lo hanno giudicato evitabile. |
| 23:20 | Ermal Meta & Ditonellapiaga | Presenze forti, con momenti di attenzione mediatica significativa. |
| 22:58 | Pooh | Ospite di richiamo: revival per un pezzo della storia della musica italiana. |
| 22:33 | Sal Da Vinci | Momento emotivo della serata, riceve grande partecipazione del pubblico. |
| 21:36 | Malika Ayane | Canzone discussa per somiglianze stilistiche con brani noti. |
Cosa cambia per il pubblico e per l’industria
Questa edizione conferma alcune tendenze già in atto: la convivenza tra nomi consolidati e giovani emergenti, la centralità dello show televisivo come vetrina commerciale, e un crescente divario tra aspettative social e realtà del palco. Per gli spettatori significa avere meno clamorosi “momentoni” e più serate da consumare con spirito critico.
- Per i giovani artisti: Sanremo resta una rampa di lancio utile per visibilità e streaming, anche quando la performance non è perfetta.
- Per la televisione: il format sembra puntare su sobrietà più che spettacolo puro; scelta rischiosa ma coerente con la direzione artistica di quest’anno.
- Per il pubblico: la memoria collettiva del festival si rinnova ogni anno; molti spettatori tornano comunque, pronti a dare un’altra chance alla prossima edizione.
Oliveri e Pilotti hanno concluso la notte con una miscela di sarcasmo e tenerezza: il sentimento dominante è quello dell’abitudine, quel ritorno ciclico al rituale festivaliero che sembra cancellare le delusioni passate non appena l’anno successivo si riaccendono le luci dell’Ariston.
Domande aperte restano: chi guiderà la prossima edizione, quale sarà l’equilibrio tra tradizione e sperimentazione, e quanto Sanremo potrà ancora rappresentare l’istantanea della musica italiana contemporanea. Per ora rimane il tempo per digerire le serate viste e per prepararsi a nuove sorprese — o nuove conferme — quando il festival tornerà.












