IndyCar e NASCAR a Phoenix: show inedito e sorprese per i tifosi

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La NTT IndyCar Series si prepara a lasciare la costa orientale per i lunghi rettilinei del deserto: dopo la tappa di St. Petersburg, il circus arriva al Phoenix Raceway con una data che riaccende l’attenzione degli appassionati perché cade nello stesso weekend della NASCAR Cup Series. Cambi di tracciato e piloti ancora in forma aprono domande pratiche su strategie e spettacolo, con ricadute immediate per tifosi, team e trasmissioni TV.

Il ritorno a Phoenix non è una novità recente: la prima gara di monoposto nella zona di Avondale risale agli anni Sessanta, ma la pista ha conosciuto alternanze di presenza nel calendario. Dopo un lungo periodo di assenza tra il 2006 e il 2015 la serie è tornata nel 2016; poi un’altra pausa ha interrotto le presenze dopo il 2019.

Il tracciato e le modifiche più evidenti

Negli ultimi anni la proprietà, ormai sotto l’egida della NASCAR, ha rivisto gli spazi dello stadio: sono state aggiunte tribune e spostata la linea del traguardo, ora collocata in corrispondenza dell’ex Turn 2 (la celebre “dogleg”). Queste alterazioni possono influire sul posizionamento in arrivo e sulle dinamiche dei sorpassi negli ultimi giri.

Il Phoenix Raceway è un ovale lungo circa un miglio articolato in quattro curve. Le due prime pieghe presentano un’inclinazione di circa 9 gradi; le curve 3 e 4 sono invece più accentuate, con un valore di circa 11 gradi. Queste differenze di banking richiedono assetti del tutto specifici e influiscono sul degrado delle gomme.

Chi arriva al via e cosa osservare

Tra i nomi da seguire ci sono piloti che hanno già vinto qui: Scott Dixon e Josef Newgarden figurano nell’entry list, mentre l’attuale campione, Alex Palou su Honda #10, arriva alla tappa dopo una prestazione autoritaria nel primo appuntamento stagionale. La presenza di veterani e di contendenti recenti al titolo promette una lotta serrata per i punti.

Dal punto di vista del calendario, il fatto che l’IndyCar corra nello stesso weekend della NASCAR Cup Series non è routine: l’ultima volta che due serie importanti si sono confrontate nello stesso fine settimana fu nel 2023 a Indianapolis, con entrambe le competizioni impegnate sullo stesso tracciato. Per tifosi e operatori questo significa più opzioni di visione ma anche logistica più complessa attorno all’impianto.

Luogo Avondale, Arizona (Phoenix Raceway)
Lunghezza Circa 1 miglio
Curve 4 (Curve 1-2: ~9°; Curve 3-4: ~11°)
Prime gare IndyCar a Phoenix 1964 (presenze intermittenti nel tempo)
Ultime edizioni vincenti Scott Dixon, Simon Pagenaud, Josef Newgarden (edizioni recenti prima della pausa)
Particolarità dell’evento Condivisione del weekend con la NASCAR Cup Series; traguardo spostato sulla dogleg

Per chi seguirà la gara in diretta o in streaming, ecco alcuni punti pratici da considerare:

  • I cambi di configurazione del tracciato possono favorire strategie diverge—pit stop e gestione gomme saranno decisive.
  • La contemporaneità con la NASCAR può aumentare la copertura mediatica, ma anche impattare parcheggi e accessi per il pubblico.
  • La presenza di campioni in attività come Scott Dixon e Josef Newgarden offre un confronto diretto tra esperienza e forma attuale dei team.

Con un mix di novità tecniche e un calendario che torna a incrociare grandi serie, la tappa in Arizona rappresenta un primo banco di prova concreto per chi ambisce al titolo: gli esiti del weekend forniranno indicazioni chiare su assetti, tattiche e candidati principali per la stagione.

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