disturbi alimentari in aumento tra i 13-25 anni: debutti sempre più precoci, anche a 8 anni

In vista della Giornata Nazionale del 15 marzo, una nuova campagna rivolge l’attenzione su un fenomeno che colpisce sempre più giovani e in età sempre più precoce: i disturbi legati all’alimentazione. L’obiettivo è semplice e urgente: favorire il riconoscimento precoce e indirizzare verso cure qualificate, perché intervenire per tempo fa la differenza.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che la maggior parte dei casi si concentra tra i 13 e i 25 anni, ma preoccupa l’abbassamento dell’età d’esordio, con segnalazioni già intorno agli 8–9 anni. Questo spostamento verso fasce più giovani amplia la platea di chi deve essere formato: non solo operatori sanitari, ma soprattutto gli adulti che vivono accanto ai ragazzi ogni giorno.

Nasce da questa esigenza la campagna nazionale denominata Voto 10 con riserva, promossa da Fondazione Bullone insieme al Reparto di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Niguarda, con il contributo creativo di Next Different e il sostegno di Fondazione Guido Venosta. Il progetto vuole trasformare la sensibilizzazione in percorsi concreti di orientamento verso i centri riconosciuti dall’Istituto Superiore di Sanità.

Perché è importante ora: la diagnosi tardiva o interventi non adeguati aumentano il rischio che il disturbo diventi cronico. I segni visibili sul corpo sono spesso l’ultimo stadio di un disagio che ha radici psicologiche profonde; intervenire nella fase iniziale può ridurre complicanze e favorire il recupero.

La campagna sottolinea un punto spesso trascurato: l’eccellenza scolastica o sportiva può essere un indicatore, non sempre un segno di benessere. Quando rendimento elevato va di pari passo con isolamento, insoddisfazione persistente e ricerca ossessiva della performance, vale la pena indagare più a fondo.

  • Segnali di allarme: calo dell’appetito o rifiuto del cibo, comportamenti alimentari rigidamente controllati, isolamento sociale, cambiamenti rapidi nel peso, ossessione per la forma fisica o per il controllo.
  • Cosa possono fare gli adulti: osservare senza giudicare, avviare un dialogo aperto, coinvolgere il medico di famiglia o il pediatra e rivolgersi a servizi specialistici riconosciuti.
  • Interventi utili: valutazioni multidisciplinari, percorsi di cura in centri qualificati, supporto psicologico e rete di sostegno familiare e scolastico.

Il messaggio chiave della campagna è puntare sulla prevenzione informando chi sta ogni giorno accanto ai giovani: genitori, insegnanti, allenatori, educatori sportivi e operatori. Una comunità preparata coglie i segnali precocemente e può diventare il primo argine al peggioramento.

Fondazione Bullone, nata nel 2012 per iniziativa dell’imprenditore sociale Bill Niada, lavora da anni su progetti che aiutano adolescenti e giovani adulti a ritrovare identità e ruoli sociali oltre la malattia. Il nuovo programma unisce comunicazione, formazione e orientamento per far sì che la fragilità non rimanga isolata ma diventi punto di partenza per percorsi di recupero.

Con la Giornata del Fiocchetto Lilla alle porte, la campagna vuole catalizzare attenzione pubblica e professionale: informare per prevenire, formare per riconoscere, collegare per curare. In pratica, trasformare l’allerta in azione concreta.

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