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Il caso dell’inquadratura distante sul bacio tra Levante e Gaia, avvenuto al termine dell’esibizione di venerdì 27 febbraio 2026, ha riacceso il dibattito sul ruolo della regia televisiva e sulla trasparenza nelle dirette. La Rai difende le scelte tecniche e nega che si sia trattato di una forma di censura, ma la questione resta rilevante per chi guarda e per gli artisti coinvolti.
La versione della Rai
Il vicedirettore del Prime Time, Claudio Fasulo, ha spiegato che la sequenza delle telecamere per l’esibizione era stata definita in anticipo come parte di uno storyboard tecnico. Durante le prove del mattino — che, secondo Rai, erano impostate solo per l’audio — non era presente la regia video: per questo motivo la verifica della successione delle inquadrature non è avvenuta prima della diretta.
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Fasulo ha inoltre affermato che l’azienda evita di pubblicare contenuti sui social riferiti a singoli concorrenti durante la gara, per non influenzare il televoto. La Rai ha però reso disponibile la ripresa con il primo piano del bacio, ma solo immediatamente dopo la chiusura del voto telefonico: una scelta pensata, secondo la tv pubblica, per dimostrare che l’immagine mostrata in diretta derivava da una decisione di regia e non da un intervento censorio.
Che cosa è successo, in breve
- Data dell’episodio: 27 febbraio 2026, fine esibizione di Levante e Gaia.
- Motivazione tecnica: piano di regia predefinito per la messa in onda.
- Prove mattutine: sessione audio senza controllo della regia video.
- Gestione social: contenuti sulla gara non pubblicati in diretta per evitare favori.
- Ripresa alternativa: primo piano disponibile e pubblicato subito dopo la chiusura del televoto.
La spiegazione ufficiale mira a separare una scelta produttiva da un possibile atto di filtro dei contenuti. Di fatto, la pubblicazione post-televoto è stata usata per dimostrare che la versione «in diretta» corrispondeva a un’opzione di regia e non a un taglio voluto per motivi editoriali.
Perché la vicenda interessa il pubblico
La discussione non riguarda solo un momento simbolico di un festival: mette in luce tensioni più ampie tra produzione televisiva, trasparenza e fiducia del pubblico. Chi segue Sanremo si aspetta che la diretta rispetti tanto la libertà creativa degli artisti quanto le regole della competizione.
In particolare, emergono due punti pratici con implicazioni immediate:
- Affidabilità delle regole: la gestione del materiale video e la tempistica delle pubblicazioni sui social possono influenzare la percezione di equità tra i concorrenti.
- Procedure di verifica: le prove tecniche solo audio espongono la produzione a errori di coordinamento, che in futuro potrebbero richiedere modifiche operative.
Possibili sviluppi
Pur senza annunci formali, è probabile che la vicenda spinga reti e direttori di produzione a rivedere le procedure di prova e di pubblicazione sui canali digitali per evitare fraintendimenti. Un confronto sulle regole della diretta potrebbe coinvolgere anche i direttori artistici del Festival e le autorità competenti, se la polemica dovesse allargarsi.
Restano aperte alcune domande: basteranno chiarimenti tecnici a ricostruire la fiducia degli spettatori, o serviranno regole più stringenti sulle prove e sulla comunicazione? Nel frattempo, la Rai ribadisce che non c’è stata alcuna intenzione di cancellare o nascondere il gesto tra le artiste.












