Sabato 28 febbraio 2026 chiuderà i battenti la Frutteria Tonina, storico ortofrutta sito in via Fani che da quasi 60 anni ha servito la comunità della Camilluccia. Un’altra chiusura nel quartiere che fa seguito a quella della Cartolibreria Stresa, poco distante dalla frutteria.
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L’annuncio è stato dato via social proprio dalla Frutteria Tonina per voce dei suoi proprietari, Angela e Umberto. “Era il 4 marzo 1968 quando abbiamo aperto questa porta per la prima volta. Allora, tra queste mura, non c’erano solo cassette di frutta, ma i sogni di una vita intera e la voglia di far parte di questa comunità. Dopo 21.181 giorni, quel viaggio giunge al termine. Abbiamo visto i bambini del quartiere diventare genitori e poi nonni; abbiamo condiviso con voi le chiacchiere del mattino, il profumo delle prime pesche di giugno e il calore delle caldarroste a novembre. In ogni mela, in ogni grappolo d’uva che vi abbiamo consegnato, c’era la nostra ricerca della qualità, ma soprattutto il nostro affetto. Questa frutteria non è stata solo un negozio, è stata la nostra casa, e voi siete stati la nostra famiglia. Chiudiamo con il cuore colmo di ricordi, portando con noi i vostri sorrisi e la gratitudine per averci permesso di essere parte della vostra tavola e della vostra quotidianità per oltre mezzo secolo” – si legge nella pagina fb dell’attività.
Carciofi, mele, fave, uva e tutto quello che di buono e fresco si può trovare in ortofrutta, dal 1968 lo si poteva trovare alla Frutteria Tonina, che ora lascia un grande vuoto nel quartiere. “Siete stati un’istituzione”, “Grazie per tutto il vostro impegno e sacrificio portato avanti con i vostri sorrisi e amore”, “Chiude un altro pezzo della mia vita, grazie per la vostra gentilezza, per il profumo che si respirava. Vorrei dirvi tante cose, porterò nel cuore quello che non era un semplice negozio” – sono alcuni dei messaggi che la comunità ha deciso di lasciare alla storica attività.
Contattato telefonicamente da RomaToday, il signor Umberto ha ringraziato per l’attenzione e i messaggi ricevuti ma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito alla chiusura dell’attività.












