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Giorgio Mendella è morto a 73 anni a Sanremo, dopo complicazioni successive a un intervento chirurgico. Figura centrale nell’ondata delle televendite e proprietario per tre stagioni del Viareggio, lascia una vicenda che intreccia imprenditoria televisiva, calcio locale e vicende giudiziarie degli anni Novanta.
Dalla televisione al gruppo Intermercato
Nato a Monza ma legato da tempo a Viareggio, Mendella costruì negli anni Ottanta una galassia di imprese sotto la sigla Intermercato. Tra le società riconducibili al suo gruppo spiccava l’emittente Retemia, da cui trasmetteva lunghe trasmissioni di vendita diretta: prodotti finanziari, immobili e persino proprietà turistiche all’estero.
Quegli spettacoli televisivi lo resero noto al grande pubblico: sul piccolo schermo prometteva rendimenti elevati agli investitori privati, una formula che attirò migliaia di risparmiatori ma che avrebbe poi acceso i riflettori delle autorità di vigilanza.
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I procedimenti e la fine dell’espansione
Nell’estate del 1990 la Consob intervenne sospendendo le offerte legate alle azioni del gruppo, ritenute in contrasto con la normativa sulla sollecitazione del pubblico risparmio. Quell’atto segnò l’inizio di un iter giudiziario che portò a condanne per bancarotta.
Tribunali di Lucca e Milano inflissero a Mendella una pena complessiva che raggiunse i nove anni, poi in parte ridotta in appello. Per il mondo imprenditoriale e per il piccolo calcio locale fu la parabola discendente di un progetto che fino a quel momento aveva mostrato ambizioni e rapidità di crescita.
Un ricordo sul campo
Il periodo al timone del Viareggio, dal 1988-89 al 1990-91, resta ricordato dai tifosi per alcuni risultati e per la rosa messa a disposizione della dirigenza guidata dal direttore sportivo Oreste Cinquini. Tra gli addetti ai lavori di allora figuravano l’allenatore Enzo Riccomini e lo staff medico, mentre tra i calciatori si imposero nomi poi noti nel calcio italiano, come Luciano Spalletti e Pierpaolo Bisoli.
| Anno | Evento |
|---|---|
| Anni ’80 | Costruzione del gruppo Intermercato e crescita delle attività televisive (Retemia) |
| 1988-1991 | Proprietà del Viareggio Calcio per tre stagioni |
| 1990 | Sospensione da parte della Consob delle vendite legate alle azioni Intermercato |
| Primi anni ’90 | Condanne per bancarotta da parte dei tribunali di Lucca e Milano |
| 2004 | Morte del figlio Donatino Mendella in un incidente (circostanze discusse) |
| 2009 | Riapparsa pubblica con il lancio di un decoder per la personalizzazione pubblicitaria |
Ultimi anni e vicende personali
Negli anni Duemila il suo nome riemerse per iniziative legate alla tecnologia televisiva: nel 2009 presentò un decoder che, a suo dire, avrebbe permesso di veicolare pubblicità locale in modo mirato. La storia familiare è stata segnata da una tragedia: nel 2004 il figlio Donatino, 32 anni, morì dopo essere precipitato da un viadotto sull’autostrada A15; le circostanze furono oggetto di accertamenti e discussione pubblica.
- Per i risparmiatori: la vicenda rimette in luce il tema della tutela del pubblico nelle offerte promosse via media.
- Per il calcio locale: quelle stagioni lasciano ricordi vividi ma segnati dall’incertezza societaria.
- Per la cronaca imprenditoriale: il caso Mendella resta un riferimento per la normativa sulla promozione finanziaria e la vigilanza.
La scomparsa di Mendella chiude un capitolo di storia degli anni di transizione tra televisione commerciale e finanza “fai-da-te”. Oggi, in un contesto dove la vendita diretta e la raccolta di capitale passano spesso attraverso canali digitali, la vicenda invita a riflettere sull’importanza dei controlli e sulla responsabilità verso i risparmiatori.












