Colera: 20 milioni di dosi rilanciano le campagne, si parte dal Mozambico

La disponibilità mondiale di vaccini orali contro il colera è salita a livelli tali da permettere, per la prima volta dopo oltre tre anni, il ritorno delle campagne di vaccinazione preventive: lo hanno annunciato oggi Gavi, UNICEF e l’Organizzazione mondiale della sanità. La decisione arriva mentre il Mozambico, duramente colpito da inondazioni che hanno interessato oltre 700.000 persone, avvia la prima campagna preventiva dopo la crisi di approvvigionamento del 2022.

Un annuncio con ricadute immediate. L’aumento delle forniture segna un passo importante per la prevenzione: le vaccinazioni di massa possono ridurre la pressione sui sistemi sanitari già logorati dalle emergenze climatiche e umanitarie e limitare la propagazione in comunità senza servizi essenziali.

Secondo le agenzie, una fornitura iniziale di circa 20 milioni di dosi è attualmente in distribuzione per campagne preventive nei Paesi a più alto rischio. Le prime destinazioni e quantità sono state rese note dalle stesse organizzazioni: il Mozambico ha ricevuto 3,6 milioni di dosi, la Repubblica Democratica del Congo 6,1 milioni e il Bangladesh 10,3 milioni.

Il recupero delle scorte è il frutto di uno sforzo congiunto tra produttori, donatori e organizzazioni internazionali: la capacità produttiva globale è passata da circa 35 milioni di dosi nel 2022 a quasi 70 milioni previste per il 2025. Le forniture sono finanziate da Gavi, mentre l’UNICEF si occupa degli acquisti e delle consegne ai paesi.

Perché il Mozambico è al centro dell’emergenza. Le grandi inondazioni hanno provocato spostamenti di massa e gravato sui servizi sanitari locali; reti idriche e impianti igienico-sanitari sono risultati danneggiati, aumentando il rischio di malattie trasmesse dall’acqua. In questo contesto, una campagna vaccinale preventiva può ridurre i casi gravi e le morti, oltre a evitare che i focolai si estendano ad aree limitrofe.

  • Distribuzione iniziale: 3,6 milioni di dosi per il Mozambico; 6,1 milioni per la R.D. Congo; 10,3 milioni per il Bangladesh.
  • Capacità produttiva: da ~35 milioni di dosi (2022) a ~70 milioni (2025).
  • Ruolo operativo: finanziamento Gavi; acquisto e logistica a cura dell’UNICEF.

Il colera si propaga attraverso acqua e alimenti contaminati, provoca diarrea profusa e disidratazione e, se non trattato rapidamente, può essere letale. Lo scorso anno l’Organizzazione mondiale della sanità ha ricevuto segnalazioni per oltre 600.000 casi compatibili con colera o diarrea acquosa acuta e quasi 7.600 decessi in 33 Paesi — numeri che gli esperti definiscono sovente sottostimati per limiti di sorveglianza.

I trend globali mostrano un aumento dei casi anno dopo anno dal 2021, con un rallentamento osservato nel 2025; tuttavia i decessi associati sono rimasti in crescita, segnalando problemi nei sistemi di assistenza e nella tempestività dei trattamenti.

Implicazioni pratiche per i paesi a rischio. Vaccinazione e investimenti in acqua, servizi igienici e igiene (WASH) rimangono complementari: senza migliorare l’accesso all’acqua potabile e alle infrastrutture igieniche, le campagne vaccinali da sole non bastano a interrompere la trasmissione a lungo termine.

Da un punto di vista operativo e politico, la notizia riapre anche il dibattito sul finanziamento della salute globale. Gavi, the Vaccine Alliance, è un partenariato pubblico-privato che coordina risorse di governi, agenzie internazionali, industria e donatori per vaccinare milioni di bambini nei Paesi a basso reddito.

Al contempo, osservatori della società civile richiamano l’attenzione sul ruolo crescente dei grandi donatori privati nelle politiche sanitarie internazionali. In un saggio recente, la giornalista Nicoletta Dentico mette in luce come la presenza di fondazioni ricche e influenti sollevi questioni di trasparenza e governance, sollecitando valutazioni più ampie su potenziali conflitti di interesse e sulla centralità delle decisioni pubbliche.

Quel che resta da seguire nelle prossime settimane è se le dosi consegnate saranno somministrate rapidamente alle popolazioni più vulnerabili e se l’aumento degli approvvigionamenti riuscirà a trasformarsi in campagne efficaci, integrate da interventi su acqua e servizi igienico-sanitari.

Cosa monitorare ora:

  • velocità e copertura delle campagne vaccinali nei Paesi destinatari;
  • impatto delle vaccinazioni sui focolai locali e sui tassi di mortalità;
  • progressi negli investimenti WASH e rinforzo dei sistemi sanitari;
  • trasparenza e coordinamento tra donatori, governi e agenzie internazionali.

La ripresa delle campagne preventive rappresenta una opportunità concreta per ridurre mortalità e ospedalizzazioni, ma il successo dipenderà da logistica, finanziamenti stabili e da azioni sul fronte dell’acqua e dell’igiene — elementi indispensabili per spegnere il colera in modo duraturo.

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