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A poche ore dall’apertura del Festival, Serena Brancale emerge come una delle protagoniste più attese: i bookmaker la segnalano favorita per la vittoria e il suo brano ha già raccolto un premio importante che ne sottolinea valore e intensità emotiva. Quello che succederà all’Ariston interessa non solo i fan, ma anche chi segue la canzone italiana contemporanea: l’esibizione potrebbe confermare un cambio di registro artistico e alimentare dibattiti sul rapporto tra vita privata e scena pubblica.
Un premio che anticipa il Festival
Secondo le quote, la cantante pugliese guida le scommesse per Sanremo 2026 con una probabilità valutata intorno a 2,85, davanti al duo Fedez–Marco Masini dato a 6. Ma prima ancora della gara, Brancale ha ricevuto il Premio Lunezia per il valore musicale e letterario del brano in concorso.
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I critici del concorso hanno apprezzato la profondità della canzone, sottolineando come il testo sappia connettere emozione e precisione linguistica, esplorando il legame tra presente e memoria in modo immediato e partecipato.
Una canzone come lettera
Qui con me nasce come una dedica alla madre, un progetto che l’artista ha costruito con calma: «Ho impiegato anni per trovare le parole giuste», ha detto in conferenza stampa alla vigilia del Festival. Il pezzo non è quindi un’istantanea ma il risultato di un lungo processo di elaborazione personale.
Brancale ha reso pubblica anche una lettera destinata alla madre, la musicista e insegnante italo-venezuelana Maria De Filippis, scomparsa nel 2020. Nel testo racconta il dolore e la necessità di affidare i ricordi all’aria, convinta che la voce e la musica possano colmare quello spazio che il silenzio non riesce a riempire.
La sua elaborazione del lutto appare concreta e quotidiana: riconosce nella propria immagine riflessa gesti e frasi ereditati, afferma di parlare spesso con la stessa voce che un tempo la criticava, e ammette che prendersi cura del fratello è oggi un modo per restare ancorata alla vita.
La scelta scenica: la voce al centro
Per l’esibizione all’Ariston Brancale ha scelto un impianto minimalista: pochi gesti, nessuna coreografia appariscente, microfono quasi immobile. L’intento è chiaro: mettere la vocalità al centro, permettere che siano le sfumature della voce a raccontare la canzone.
Non si tratta di un ritorno ai tormentoni che l’hanno resa nota in contesti estivi, ma di una messa a nudo artistica che punta tutto sulla verità del racconto. Gli arrangiamenti, pur essendo essenziali, richiedono controllo tecnico e virtuosismi che potrebbero essere tra i momenti più intensi della serata.
- Cosa aspettarsi dal palco: performance vocale intensa, scaletta controllata e una regia scenica sobria.
- Impatto sul pubblico: possibile forte immedesimazione grazie al tema familiare e alla sincerità espressiva.
- Per i media: materiale per approfondimenti sul confine tra racconto personale e spettacolo pubblico.
Il contesto familiare e il nuovo album
Da sempre legata a una dimensione familiare della musica, Brancale sarà diretta dall’orchestra dalla sorella Nicole, presenza ricorrente nelle sue esibizioni sanremesi e definita dall’artista un vero portafortuna. Sul fronte discografico, l’artista anticipa un album intitolato Il Diavolo e l’Acqua Santa, che dovrebbe mettere a confronto due anime: quella intima del brano in gara e l’altra più solare e ritmica.
La tournée che seguirà la pubblicazione recupererà questi contrasti, alternando momenti raccolti a pezzi più esplosivi del passato.
Eurovision: la decisione resta aperta
Sul possibile passo verso l’Eurovision, Brancale non ha ancora preso una decisione definitiva. La questione è diventata più complessa dopo che alcuni colleghi hanno reso note le loro posizioni di rifiuto in caso di vittoria per motivi personali o politici. Lei preferisce non chiudere ogni opzione: la partecipazione, dice, potrebbe essere usata anche per trasmettere messaggi forti.
La Rai potrebbe comunque sollecitare una risposta prima della finale del Festival, ma per ora l’artista mantiene la porta aperta.
In un’edizione di Sanremo che promette di mettere al centro storie autentiche, la performance di Serena Brancale sarà uno dei momenti da seguire con attenzione: non solo per le quote, ma per la capacità del brano di trasformare un lutto privato in un’opera di musica narrativa condivisibile.












