Bullismo online in crescita: oltre un milione di adolescenti 15-19 anni vittime

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In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, Telefono Azzurro ribadisce il proprio ruolo di primo soccorso psicologico per ragazzi: il numero 196.196 resta operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette. La questione è urgente perché le molestie si spostano sempre più sul web e molte esperienze violente rimangono non denunciate, con effetti concreti sulla salute mentale degli adolescenti.

Telefono Azzurro, attivo da quasi quattro decenni, continua a intervenire tramite una rete di professionisti e linee di ascolto dedicate ai minori. Nel 2025 il servizio ha gestito diverse segnalazioni che mostrano un quadro ancora critico: 181 casi riconducibili al bullismo in presenza e 24 casi relativi al cyberbullismo.

Numeri e motivazioni

I dati raccolti raccontano non solo la quantità ma anche le ragioni alla base degli episodi. Nelle segnalazioni del 2025 emergono pattern distinti per i contesti fisici e quelli digitali.

  • Fattore fisico: è il motivo principale nelle denunce di bullismo tradizionale, presente in circa il 72,5% dei casi, mentre incide molto meno negli episodi online (circa il 9%).
  • Cultura e origine: segnalata in circa il 12% dei casi di bullismo in presenza e nel 2% di quelli online.
  • Orientamento sessuale e identità di genere: rilevata in una quota minore ma significativa (3,5% nel bullismo in presenza e 1% nel cyberbullismo).

Una vicenda che parla al territorio

Il racconto di una diciassettenne — che ha scelto di rivolgersi al servizio per trovare ascolto — mette in luce dinamiche quotidiane: battute che diventano offese, sguardi che escludono, gesti ambivalenti che confondono la vittima. Dopo il contatto con gli operatori, la ragazza ha trovato il sostegno per parlare con un adulto già presente nella scuola, migliorando rapidamente il suo stato emotivo.

La vicenda illustra un punto centrale: interventi tempestivi e mediati da figure adulte possono trasformare una situazione isolante in un percorso di protezione e recupero.

Il sommerso e le barriere alla denuncia

Oltre ai casi ufficiali, rimane un ampio “sommerso”, soprattutto per il cyberbullismo. Paura, vergogna e sfiducia verso gli adulti sono ostacoli ricorrenti che impediscono a molti giovani di chiedere aiuto o di segnalare gli abusi.

Questo comporta un duplice rischio: la sottostima del fenomeno nelle statistiche e l’assenza di interventi che possono fermare escalation e danni psicologici prolungati.

Quadro nazionale e internazionale

Stime recenti confermano la diffusione del problema in Italia e all’estero. Secondo i dati ISTAT aggiornati a giugno 2025:

  • Il 68,5% dei giovani tra 11 e 19 anni ha subito, nel corso dell’anno precedente, episodi offensivi, aggressivi o di esclusione, online o offline.
  • Circa il 21% dichiara episodi ripetuti più volte al mese; l’8% riferisce episodi almeno settimanali.
  • I ragazzi tra gli 11 e i 13 anni risultano particolarmente esposti (23,7%).

Per quanto riguarda il passaggio al web, nel 2023 circa il 34% degli adolescenti italiani ha riportato molestie online. Lo studio ESPAD®Italia 2024 indica inoltre che oltre 1 milione di studenti tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi di cyberbullismo nel 2024 e che il 32% ha ammesso di aver assunto, almeno una volta, il ruolo di aggressore digitale.

Le ricerche europee e internazionali confermano tendenze simili: l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala che in media l’11% degli adolescenti subisce bullismo scolastico e che il cyberbullismo è in crescita, con un adolescente su sei vittima nel 2022. Lo studio HBSC, condotto in 44 Paesi, pone intorno al 12% la quota di chi ha riferito di aver commesso cyberbullismo, con percentuali maggiori tra i ragazzi.

Perché conta oggi

La crescente diffusione degli abusi online modifica le modalità di intervento necessari: non basta osservare il singolo episodio, serve rafforzare le reti di supporto, la formazione degli adulti e la consapevolezza digitale dei più giovani. Senza questi accorgimenti, molti casi resteranno nascosti e il danno psicologico potrà peggiorare nel tempo.

Se tu o un ragazzo che conosci state vivendo una situazione di questo tipo, il numero 196.196 è attivo 24/7 per ascolto, consulenza e orientamento. Segnalare è importante: aumenta la possibilità di interventi efficaci e protegge chi subisce molestie.

Le istituzioni, le scuole e le famiglie hanno responsabilità complementari: prevenzione, ascolto e intervento tempestivo sono le leve per limitare l’impatto del bullismo nella vita dei giovani.

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