Gaza anziani in pericolo: emergenza aiuti mette a rischio salute e vita

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Un nuovo rapporto di HelpAge International mette in luce come gli anziani di Gaza siano tra i più vulnerabili nella crisi in corso: continui spostamenti, collasso dei servizi essenziali e carenze alimentari stanno erodendo rapidamente salute e dignità. I dati raccolti mostrano rischi concreti e immediati che richiedono risposte specifiche, non solo aumenti delle forniture generiche di aiuto.

Lo studio, basato su interviste a 416 persone sopra i 60 anni in quattro governatorati di Gaza, fornisce dati diretti su nutrizione, condizioni sanitarie, abilità funzionali, esperienze di sfollamento e accesso all’assistenza umanitaria — informazioni scarse finora nella documentazione pubblica.

Sfollamento ripetuto e abitazioni precarie

Il rapporto documenta spostamenti frequenti e prolungati: circa l’80% degli intervistati è stato costretto a cambiare luogo di residenza tre o più volte dall’inizio del conflitto. Molti si sono mossi non per scelta ma per necessità, a causa di problemi motori, patologie croniche o della perdita dei caregiver familiari.

Oggi più del 75% vive in strutture temporanee, prevalentemente tende, spesso inadatte per chi ha mobilità ridotta o esigenze sanitarie. L’84% segnala che le attuali condizioni abitative ledono la propria privacy, la salute e il benessere quotidiano.

Funzionalità ridotta e barriere all’assistenza

Gran parte delle persone anziane convive con limitazioni nelle attività quotidiane: difficoltà a camminare, problemi visivi o uditivi e ostacoli nell’autocura rendono più complicato raggiungere cibo, acqua e servizi sanitari. Queste condizioni aumentano la dipendenza dagli aiuti esterni e rendono gli anziani meno resilienti alle interruzioni dei servizi.

Disabilità e fragilità funzionale non sono aspetti marginali nella crisi: amplificano l’impatto di ogni interruzione delle cure e trasformano ogni carenza logistica in una minaccia diretta alla vita degli interessati.

Una crisi alimentare con effetti immediati

Le difficoltà legate al cibo si manifestano sia nella capacità di procurarselo che in quella di consumarlo in modo sicuro. Oltre un terzo delle persone anziane ha riferito gravi problemi nel masticare, e quasi due su tre hanno difficoltà a preparare i pasti da soli, in un contesto dove cucinare richiede spesso carburante e acqua.

  • 80% circa: sfollati tre o più volte dall’inizio del conflitto.
  • >75%: anziani che vivono in tende o rifugi temporanei.
  • ~35%: riferiscono gravi difficoltà a masticare.
  • ~66%: hanno problemi a cucinare o preparare i pasti.
  • 10%: dichiarano di rinunciare spesso al cibo nelle 24 ore precedenti.
  • 25%: hanno passato un giorno e una notte interi senza mangiare nella settimana precedente.
  • ~50%: hanno ridotto le porzioni o dato il proprio cibo ad altri.

La disponibilità di alimenti si è ridotta a pochi elementi di base: verdure fresche, frutta e prodotti animali sono quasi assenti dalla dieta settimanale di molti anziani. Questo peggiora il rischio di malnutrizione, specie per chi necessita di cibi morbidi o facilmente digeribili.

Ostacoli all’accesso: più che scorte insufficienti

I limiti all’alimentazione non derivano solo dalla quantità di cibo che entra nella Striscia: prezzi elevati, mancanza di carburante, scarsità d’acqua e problemi di mobilità ostacolano l’accesso effettivo. Code lunghe e distribuzioni affollate rappresentano un rischio aggiuntivo per chi ha esigenze di protezione o salute.

Anche in ipotesi di un aumento delle forniture dopo un eventuale cessate il fuoco, la maggiore disponibilità non si traduce automaticamente in accesso per gli anziani più fragili.

Cosa chiede il rapporto

HelpAge mette in evidenza che la risposta umanitaria deve integrare misure specifiche per gli anziani: sistemi di monitoraggio sensibili all’età, distribuzioni mirate, servizi sanitari continuativi e alloggi accessibili sono tra gli interventi urgenti indicati. Senza queste misure, le iniziative generiche di assistenza rischiano di lasciare indietro chi ha più bisogno.

In sintesi, la crisi a Gaza presenta una dimensione geriatrica spesso trascurata ma con implicazioni pratiche immediate: aumenti della mortalità, peggioramento delle condizioni croniche e perdita di autonomia. L’inclusione degli anziani nella pianificazione umanitaria non è una questione secondaria, ma una priorità per proteggere vite e dignità.

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