Mostra sommario Nascondi sommario
Non sono più casi isolati: scoperta la “seconda generazione” di tartarughe azzannatrici vicino Roma
Sci alpino oggi: diretta dalla Val di Fassa, orari e lista partenti
Agli italiani piace la novità del ticket di due euro per ammirare, da vicino, la Fontana di Trevi. Lo dice la ricerca di BIG (Business Intelligence Group), che ha intervistato 3.600 cittadini per capire se fossero disposti o meno a pagare per accedere al “catino” della storica fontana.
Tre italiani su quattro pronti a pagare
Dal sondaggio è emerso che il 75.4% degli intervistati è pronto a pagare per godersi la fontana. Il motivo è semplice: i turisti italiani non disprezzano di riconoscere un contributo economico per proteggere i monumenti e preservare l’esperienza della visita.
La Fontana di Trevi a 2 euro
È indubbio che l’introduzione del ticket per vedere un monumento che, fino a poco tempo, si visitava gratuitamente abbia fatto molto discutere. Per i romani cambia poco, visto che per loro l’accesso rimane gratuito
VIDEO| Fontana di Trevi a pagamento, cosa ne pensano turisti e romani
La novità ha avuto un’eco internazionale, tanto che anche il Financial Times ha commentato la vicenda in toni, tra l’altro, non proprio lusinghieri. Gli italiani, invece, considerano “più che comprensibile” il pagamento del biglietto. Anche perché, sempre secondo la ricerca di BIG, gli italiani vedono il viaggio come un periodo in cui isolarsi dalla quotidianità e riappropriarsi del proprio tempo: guardare da vicino la Fontana senza rimanere accalcati con altri turisti rappresenta, quindi, una novità positiva.
Meno persone rendono piacevole l’esperienza
Non è un caso se l’82.6% degli intervistati afferma che la presenza eccessiva di persone rende la visita meno piacevole perché compromette la qualità del tempo trascorso. E più del 92% degli italiani dichiara di voler vivere esperienze locali quando sceglie una destinazione. «Il dato centrale – commenta Gianni Bientinesi, sociologo e ceo di BIG che ha realizzato la ricerca – è che il viaggio viene sempre più interpretato come una scelta legata al tempo, prima ancora che al luogo. Gli italiani cercano contesti che permettano di rallentare, evitare l’affollamento e dedicare tempo di qualità a sé stessi. Non è una fuga, ma una gestione consapevole del proprio tempo”.












