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La stagione del DP World Tour entra nel vivo: da giovedì 22 a domenica 25 febbraio l’attenzione si concentra sull’Hero Dubai Desert Classic all’Emirates Golf Club, un appuntamento che può ridisegnare gerarchie e rapporti di forza in vista dei grandi obiettivi stagionali. In palio ci sono 9 milioni di dollari e 8.000 punti nella Race to Dubai, risorse che rendono questo torneo decisivo per chi ambisce ai vertici del circuito.
Favoriti e protagonisti
Il campione uscente, il britannico Tyrrell Hatton, torna a difendere il titolo dopo la vittoria che lo ha consacrato qui la scorsa edizione. Di fronte avrà una delle entry list più competitive dell’anno, guidata dal nordirlandese Rory McIlroy, che in questo campo ha già raccolto quattro successi e arriva con fiducia dopo un piazzamento al Dubai Invitational.
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Tra gli altri nomi di rilievo figurano Tommy Fleetwood e Shane Lowry, entrambi ancora alla ricerca della prima affermazione personale in questo evento, e giocatori in forma come Patrick Reed e il norvegese Viktor Hovland. I danesi Nicolai Højgaard e Niklas Nørgård completano il gruppo dei pretendenti, rendendo il torneo aperto e imprevedibile.
- Rory McIlroy – quattro vittorie al Desert Classic, recente T3 al Dubai Invitational; principale favorito.
- Tyrrell Hatton – detentore del titolo: esperienza sul campo e continuità.
- Tommy Fleetwood – costante nelle prove europee, cerca il primo successo qui.
- Viktor Hovland – forma solida e rendimento stabile sui percorsi insidiosi.
La truppa italiana
L’Italia schiera quattro giocatori: Andrea Pavan, Renato Paratore, Francesco Molinari, Matteo Manassero e Guido Migliozzi. Pavan e Paratore debuttano ufficialmente nella stagione dopo essersi fermati al Dubai Invitational; nei tornei recenti Pavan ha chiuso attorno alla cinquantesima posizione, Paratore poco più avanti.
Molinari, Manassero e Migliozzi arrivano invece dall’ultimo evento del circuito: il torinese ha chiuso nelle retrovie mentre il veronese e il vicentino hanno raccolto piazzamenti leggermente migliori, ma nessuno dei tre ha mostrato finora forme tali da inserirsi stabilmente nella lotta per il podio.
- Andrea Pavan – recente T48 alle Mauritius; cerca ritmo e continuità.
- Renato Paratore – T44 nello stesso torneo: mira a migliorare la resa sui fairway emiratini.
- Francesco Molinari – esperto del tour, vuole ritrovare posizioni di vertice.
- Matteo Manassero & Guido Migliozzi – risultati prossimi al top40; possono sorprendere con un weekend positivo.
Per gli azzurri si tratta soprattutto di accumulare punti utili nella Race to Dubai e di confermare sensazioni tecniche in vista di un circuito che non lascia molto margine di errore. Un buon piazzamento qui può rilanciare prospettive e fiducia per tutto il resto della stagione.
Cosa osservare durante il torneo
Il campo dell’Emirates Golf Club richiede precisione dal tee e una lettura attenta dei green: i giocatori che sapranno bilanciare rischio e prudenza nei quattro giorni avranno maggiori chance di emergere. Le condizioni climatiche e le scelte di strategia sulle buche decisive potrebbero decidere il vincitore.
Attenzione anche ai duelli diretti nelle ultime giornate: quando il gruppo dei candidati si compatta, variare di mezza strada o sbagliare un approccio può costare posizioni pesanti in classifica.
In sintesi, l’Hero Dubai Desert Classic sarà un banco di prova importante per chi punta ai grandi traguardi annuali: la posta in gioco è alta, sia per la ricchezza del montepremi sia per i punti in palio, e le performance qui potrebbero influire sulle strategie di tutto il 2026.












