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In occasione del Giorno della Memoria, Rai1 trasmette una miniserie che riporta alla luce un episodio poco noto della Roma dell’autunno 1943: l’invenzione di un malattia inesistente per sottrarre decine di cittadini ebrei alla deportazione. La fiction, diretta da Francesco Patierno, racconta come un ospedale sull’Isola Tiberina sia diventato rifugio grazie a un inganno salvifico.
Un espediente che fece la differenza
Dopo l’armistizio e l’occupazione tedesca della capitale, il rastrellamento degli ebrei romano dell’ottobre 1943 segnò una svolta tragica per molte famiglie. Di fronte alla richiesta di riscatto e alla minaccia delle SS guidate da Kappler, il direttore di un nosocomio vicino al Ghetto mise in atto una strategia estrema: dichiarare l’esistenza di un patogeno letale inesistente, battezzato negli anni successivi come Morbo K.
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La finzione medica servì a giustificare ricoveri urgenti e a custodire persone a rischio all’interno del reparto, permettendo poi uscite clandestine per chi doveva fuggire. Il luogo principale di queste azioni fu l’ospedale dei frati sulla Isola Tiberina, noto come Fatebenefratelli.
La miniserie: cast e programmazione
La messa in onda è prevista per il 27 e 28 gennaio in prima serata su Rai1, scelta che accompagna la ricorrenza nazionale delle vittime della Shoah. Alla regia c’è Francesco Patierno; nel ruolo principale recita Vincenzo Ferrera. Giacomo Giorgio interpreta il giovane assistente del protagonista, coinvolto in una trama personale che intreccia amore e disperazione: la sua promessa sposa di famiglia lascerà il posto a un legame con una donna ebrea le cui persone care sono già sul convoglio diretto ai lager.
- Quando: 27 e 28 gennaio, prima serata
- Dove: Rai1
- Regia: Francesco Patierno
- Protagonisti: Vincenzo Ferrera, Giacomo Giorgio
- Ambientazione: Roma, ottobre 1943; ospedale Fatebenefratelli, Isola Tiberina
- Espediente narrativo: la creazione di un virus inesistente per proteggere gli internati
La ricostruzione cinematografica mette in scena il dilemma morale e il rischio collettivo: la menzogna come strumento di salvezza e il prezzo umano del nascondere verità dolorose.
Pur essendo costruita come fiction, la vicenda richiama eventi documentati e suscita riflessioni su come la memoria storica venga trasmessa attraverso prodotti televisivi. La scelta di collocare la prima visione attorno al Giorno della Memoria sottolinea la volontà di collegare intrattenimento e impegno pubblico nel ricordare.
Chi guarderà la miniserie troverà una ricostruzione drammatica di scelte estreme e, insieme, un invito a considerare il ruolo delle istituzioni e dei singoli in momenti di crisi. La visione può essere un’occasione per approfondire le fonti storiche e distinguere la finzione dalla documentazione diretta.












