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St. Louis si trova a fronteggiare un episodio inedito: diversi residenti hanno segnalato la presenza di scimmie vaganti nei pressi di alcuni parchi urbani, sollevando domande immediate su sicurezza e salute pubblica. Gli esperti locali sono al lavoro per identificare gli animali, tracciare i loro spostamenti e predisporre interventi che riducano il rischio per persone e animali.
Che specie sono e come sono state identificate
I video circolati nelle ultime ore hanno permesso agli specialisti dello zoo cittadino di individuare i primati come i cercopitechi verdi (Chlorocebus pygerythrus). Si tratta di piccoli primati africani riconoscibili per il mantello scuro con riflessi olivastri e per la caratteristica mascherina facciale.
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Originari soprattutto dell’Africa orientale, questi animali mostrano una forte capacità di adattamento e sono noti per avvicinarsi alle aree abitate quando trovano fonti di cibo facilmente accessibili.
Cosa sta facendo la città
Le prime segnalazioni riguardano un gruppo di poche unità, ma il numero effettivo non è ancora confermato. Il Dipartimento della Salute di St. Louis ha definito l’episodio un fatto senza precedenti per la città e ha ribadito che, per legge locale, la detenzione di animali esotici non è consentita.
Squadre di controllo e veterinari stanno pattugliando in particolare la zona di O’Fallon Park, cercando di mappare gli spostamenti dei cercopitechi e di predisporre un intervento che consenta la cattura in sicurezza e il trasferimento in strutture specializzate.
- Non avvicinarsi agli animali e mantenere la distanza.
- Segnalare avvistamenti alle autorità locali fornendo posizione e foto, se possibile.
- Non offrire cibo: ciò può aumentare la probabilità che gli animali restino nelle aree abitate.
- Mettere in sicurezza rifiuti e alimenti all’aperto per ridurre le fonti di attrazione.
Perché la vicenda conta adesso
La presenza di primati liberi in un centro urbano solleva questioni pratiche e sanitarie: oltre al potenziale rischio di aggressioni in caso di contatto ravvicinato, esiste la possibilità di trasmissione di malattie zoonotiche. Per questo motivo la risposta rapida delle autorità è importante non solo per riportare gli animali in un ambiente protetto, ma anche per tutelare la popolazione.
In termini più ampi, l’episodio rientra nel dibattito nazionale sulla detenzione di primati come animali da compagnia: alcune normative statali permettono ancora il commercio e la custodia di scimmie, mentre al Congresso è in discussione il Captive Primate Safety Act, un provvedimento bipartisan che mira a vietarne la vendita e la detenzione a livello federale.
Un caso esemplare: la vicenda di Gizmo
La storia di un cercopiteco chiamato Gizmo, raccontata da Ong e media nel 2024, illustra i problemi che possono derivare dall’allevamento di primati in cattività. Nato e separato presto dalla madre per essere venduto come animale domestico, Gizmo è diventato progressivamente difficile da gestire fino a un episodio di fuga e aggressione che ha portato il proprietario a consegnarlo a un santuario specializzato.
Da quel caso è nata anche l’impegno pubblico dell’ex proprietario a sostenere la legislazione federale, a sottolineare i limiti della convivenza uomo-primati e l’importanza di strutture adeguate per ospitare animali esotici quando necessario.
Che cosa possono fare i cittadini
La prudenza rimane la regola d’oro: evitare il contatto diretto, non tentare di catturare l’animale da soli e segnalare immediatamente qualsiasi avvistamento alle forze locali. Le autorità raccomandano inoltre di ridurre le fonti di cibo accessibili e di seguire gli aggiornamenti ufficiali sulle procedure di contenimento.
Le operazioni di monitoraggio proseguiranno nelle prossime ore. Per i residenti la priorità è limitare i rischi immediati: proteggere i bambini e gli animali domestici, non attirare i primati con cibo e collaborare con le segnalazioni per consentire una gestione rapida e sicura della situazione.












