Elezione dell’ordine dei commercialisti, Andrea Borghini: “Serve aiutare i giovani ad avvicinarsi a questo lavoro”


Il 15 e 16 gennaio i commercialisti e gli esperti contabili di Roma tornano al voto che si svoglerà online. Saranno aperte le urne virtuali per rinnovare gli organi dell’Ordine ed eleggere il presidente e 14 consiglieri, il collegio dei revisori composto da tre membri effettivi e due supplenti e 6 componenti del comitato pari opportunità.

In vista dell’imminente appuntamento elettorale, abbiamo incontrato Andrea Borghini, candidato presidente per la lista “Impegno per la professione”. Nato a Roma nel 1972, è dottore commercialista iscritto all’albo nel 2002 e revisore legale iscritto al registro nel 2003. Borghini ha maturato esperienza nelle attività istituzionali dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Roma, ricoprendo la carica di segretario, e della Fondazione Telos della quale è presidente.

Ormai molte pratiche con l’Agenzia delle Entrate e l’Inps si svolgono principalmente online. Come stanno cambiando il vostro lavoro le nuove tecnologie e lo smart working?

È costante la ricerca del miglior dialogo con gli enti pubblici e oggi occorre tener conto del fatto che il progressivo processo di digitalizzazione e lo smart working hanno generato maggiori difficoltà di interlocuzione e accesso fisico agli uffici; occorrerà pertanto continuare a lavorare per aumentare le possibilità di accesso ai principali uffici pubblici e creare anche “sportelli” o “punti di contatto” da remoto che siano solo alternativi e riferiti alle tematiche meno complesse.

Quali sono gli interventi prioritari dei quali la categoria ha bisogno?

La categoria ha bisogno di governare con serenità i cambiamenti che la caratterizzeranno nei prossimi anni. Saranno diverse le organizzazioni degli studi, diverse le tipologie di attività esercitate e diverse le interlocuzioni con le pubbliche amministrazioni e con il mondo produttivo. Gli interventi che la categoria si aspetta devono tutti tendere a favorire questi cambiamenti in un’ottica di miglioramento del quotidiano esercizio delle attività professionali, a beneficio dell’intera collettività.

Tra bonus, esenzioni, detrazioni la fiscalità è una materia in continuo mutamento. Siete stati coinvolti a sufficienza dal Governo in questi anni?

Il dialogo con il legislatore deve continuare a essere migliorato nell’interesse collettivo. I commercialisti sono intermediari delle conoscenze perché conoscono le esigenze del sistema produttivo e della pubblica amministrazione che regola la vita di tale sistema; i professionisti delle aree giuridico – economiche osservano la quotidianità da un punto di vista privilegiato che consente la formazione di opinioni che, se ascoltate, possono favorire l’efficientamento degli interessi di tutti gli attori.

Saranno tre le liste in corsa per il rinnovo del consiglio dell’ordine. Quali sono gli aspetti principali che caratterizzano il programma di “Impegno per la professione”?

La lista “Impegno per la professione” ha una visione della professione del futuro. L’idea che abbiamo di come cambierà la professione ci ha spinti a immaginare una strategia di ausilio ai colleghi che con l’impegno e l’esperienza dei nostri candidati, 10 colleghe e 10 colleghi, potremo traguardare. Con la stesura delle linee programmatiche ci impegnano a favorire la crescita di una professione moderna, organizzata e in grado di posizionarsi con ancora maggiore centralità nel contesto economico e sociale in cui opera.

Quali sono le criticità più urgenti da affrontare dall’Ordine dei Commercialisti nel prossimo triennio?

Tra le criticità vanno tenute in conto, tra le altre, il calo demografico generale che si sta riverberando in un calo di nuovi ingressi nelle professioni, compresa la nostra, e l’utilizzo delle nuove tecnologie che sta pervadendo tutte le attività economiche. E’ quindi particolarmente importante continuare a rafforzare le iniziative che possano aiutare i giovani nell’avvicinamento all’attività professionale; per far ciò sarà necessaria, tra le altre, anche una seria riflessione sulle attività professionali da esercitare in via esclusiva con dei margini economici congrui. Il patrimonio delle conoscenze delle professioni intellettuali è un bene sociale di grande rilievo, investire nel suo mantenimento e, ancor di più, nel suo incremento è il presupposto per l’efficientamento dell’intero sistema economico. Sarà poi necessario accompagnare i professionisti nell’introduzione delle innovazioni tecnologiche; potremo governare la rivoluzione rappresentata dall’intelligenza artificiale piuttosto che subirla al pari di quanto potrebbe accadere in alcuni ambiti imprenditoriali.



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