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Lorena Bianchetti, volto storico di Rai1, ha raccontato al Corriere della Sera la sua visione su fede, immagine pubblica e carriera: questioni che oggi rimbalzano con forza sul piano digitale, tra diritti sull’immagine e rischi delle tecnologie. Le sue scelte professionali e la vicenda degli scatti creati con l’**intelligenza artificiale** sollevano interrogativi concreti per chi lavora in TV e per chi vive sotto i riflettori.
Una conduzione che non segue stereotipi
Per Bianchetti guidare un programma religioso non è sinonimo di rinuncia allo stile personale. Alla domanda su come conciliare la propria immagine con la rubrica che conduce, la giornalista ha spiegato che la fede non va misurata dagli abiti: la professionalità resta centrale, indipendentemente dal guardaroba.
In 35 anni di carriera ha costruito la sua strada con determinazione: non attribuisce il successo a colpi di fortuna, ma al lavoro duro e alle scelte consapevoli. Questa attitudine l’ha portata a rifiutare proposte che non sentiva in linea con la propria identità, anche se molto remunerative.
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Da bambina decisa a donna di media
La sua determinazione emerge fin dall’infanzia: una piccola ribellione per poter continuare la danza classica è raccontata come segno di tempra. Nel corso degli anni, la sua immagine è stata notata dal pubblico ma lei ha sempre scelto i propri limiti: un esempio pratico è il rifiuto di un calendario che le era stato offerto per una cifra rilevante — una scelta che non le ha impedito di raggiungere comunque l’indipendenza economica.
- Punti chiave della carriera:
- Trentacinque anni nel mondo della televisione, con un ruolo riconoscibile in programmi religiosi.
- Rifiuto di proposte in contrasto con i propri valori professionali.
- Rapporto personale e istituzionale con figure ecclesiastiche di alto profilo.
Quando l’immagine diventa vulnerabile
Negli ultimi anni Bianchetti è stata vittima di una forma moderna di aggressione digitale: foto manipolate tramite algoritmi girate su siti pornografici senza il suo consenso. L’esperienza l’ha scossa: non tanto per l’impatto sulla reputazione — i fotomontaggi erano evidenti — quanto per la sensazione di violazione e furto dell’immagine personale.
Il caso mette in luce un problema attuale: la facilità con cui le tecnologie generative possono produrre contenuti lesivi e la necessità di strumenti giuridici e tecnici più efficaci per tutelare chi subisce abusi. Per i lettori, la vicenda è un promemoria sul valore della privacy e sui nuovi scenari del diritto all’immagine.
Fede, relazioni istituzionali e quotidianità
Il lavoro in Rai le ha permesso di incontrare quattro Papi; di tutti, la figura di Papa Francesco le ha lasciato un’impressione particolarmente intensa, definendolo quasi una presenza paterna.
Nel privato, Bianchetti affida la propria bussola morale a un principio semplice e pratico: trattare gli altri come vorremmo essere trattati. E, come ogni persona, si concede licenze personali: ammette senza imbarazzo di non resistere a certe bontà culinarie, come l’amatriciana.
| Momento | Significato |
|---|---|
| Esordi | Passione e impegno che segnano una carriera autonoma |
| Scelte editoriali | Rifiuto di proposte incongrue con l’immagine pubblica |
| Vittima di fotomontaggi | Espone il tema delle deepfake e della tutela legale |
| Rapporto con la Chiesa | Incontri istituzionali e influenza personale di Papa Francesco |
Guardando avanti, Lorena non esclude nuove opportunità: ama il suo programma ma resta aperta a progetti diversi. Per il pubblico e gli addetti ai lavori il suo percorso è un invito a riflettere sulla coesistenza tra vita privata, responsabilità professionale e i pericoli introdotti dalle nuove tecnologie.












