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La stagione tennistica 2026 prende il via all’inizio di gennaio e già nei primi giorni l’Australia si prepara a segnare il ritmo dell’anno: la ripartenza ufficiale è fissata per il 2 gennaio con la United Cup, che introduce lo sprint verso gli Australian Open. Per giocatori e appassionati la programmazione di gennaio e febbraio definirà scelte decisive per il ranking e per la preparazione ai grandi eventi.
Cosa cambia rispetto alla scorsa stagione
Il calendario mantiene la tradizionale successione di superfici: hard australiana, l’ampio ciclo sulla terra rossa, la veloce parentesi sull’erba e poi il cemento americano prima della lunga fase asiatica e indoor che conduce alle Finals.
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Le decisioni dei giocatori nelle prime settimane — se puntare allo swing sudamericano o rimanere in Europa/USA — avranno impatto diretto sui punti disponibili in vista dei tornei Masters 1000 e dei Major.
Stagioni e punti focali
Gennaio è concentrato sull’Oceania: oltre alla United Cup, i tornei di preparazione culminano con gli Australian Open (18 gennaio–1° febbraio), primo Slam dell’anno. Marzo porta in campo due appuntamenti chiave per il ranking: Indian Wells e Miami, che insieme mettono in palio una grande mole di punti.
Con l’arrivo della primavera, la classica sequenza sulla terra rossa — Monte‑Carlo, Madrid, Roma e Roland Garros — rimane il cuore della stagione europea, mentre il passaggio all’erba prepara Wimbledon, l’appuntamento su cui si concentrano storia e prestigio.
Infine, dopo gli US Open, il circuito si trasferisce in Asia e nei tornei indoor europei: la stagione si conclude con le ATP e le WTA Finals, oltre alle finali di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, dove molte nazioni, Italia inclusa, cercheranno conferme.
Cosa seguire per l’Italia
- Jannik Sinner proverà a difendere o migliorare quanto fatto nel 2025: le performance nei Masters e negli Slam saranno decisive per le ambizioni di stagione.
- La squadra di Coppa Davis e la BJK Cup saranno appuntamenti chiave: la preparazione della rosa nazionale nei tornei precedenti influenzerà le possibilità di successo.
- Scelte programmatiche individuali (terra vs cemento, Europa vs America Latina) determineranno opportunità di punti e forma in vista dei Major.
Calendario essenziale 2026
| Evento | Date | Note |
|---|---|---|
| United Cup | 2 gennaio | Avvio stagione, Australia |
| Australian Open | 18 gennaio – 1° febbraio | Primo Major dell’anno |
| Indian Wells (ATP/WTA 1000) | 4–14 marzo (ATP) / 2–14 marzo (WTA) | Punti pesanti prima della stagione su terra |
| Miami (ATP/WTA 1000) | 18–29 marzo (ATP) / 16–29 marzo (WTA) | Completa lo swing americano indoor/ cemento |
| Roland Garros | 24 maggio – 7 giugno | Secondo Major su terra |
| Wimbledon | 29 giugno – 12 luglio | Il grande appuntamento sull’erba |
| US Open | 31 agosto – 13 settembre | Quarto Slam, spartiacque di stagione |
| ATP & WTA Finals | Novembre | Chiusura con i migliori della stagione |
Rischi, vantaggi e scelte tattiche
La distribuzione dei tornei costringe i giocatori a scelte strategiche: alcuni dovranno sacrificare qualche evento minore per arrivare freschi ai Major; altri punteranno alla raccolta di punti sui 250 e 500 per scalare la classifica.
Per gli spettatori la stagione offre invece continuità e diversi picchi d’interesse: ogni superficie garantisce match con caratteristiche molto diverse, e le settimane dei Masters 1000 restano tra le più decisive per il ranking.
Dettaglio mensile (selezione)
- Gennaio: tornei di preparazione in Oceania e United Cup; focus su Australian Open.
- Febbraio: scelta tra sudamerica su terra e tappe indoor/cemento; prime fasi di Coppa Davis e BJK Cup.
- Marzo: Indian Wells e Miami, punto di svolta competitivo e di punti.
- Maggio–Giugno: la stagione sulla terra culmina a Parigi; poi immediato adattamento all’erba.
- Agosto–Settembre: cemento statunitense e US Open, preludio alla parte asiatica e indoor.
Con il calendario ora definito, il 2026 promette una lunga serie di capitoli decisivi per ranking, titoli e impegni di squadra: seguire le scelte dei singoli nei primi mesi servirà a capire chi potrà competere realmente per i trofei più importanti.












