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Migliaia di agricoltori e centinaia di trattori si preparano a sfilare a Bruxelles proprio mentre Roma frena sulla firma dell’intesa commerciale con il Sud America: la decisione italiana sul Mercosur diventa oggi un fattore determinante per l’esito della vicenda e per il futuro di molte aziende agricole italiane.
La premier ha definito prematuro chiudere l’accordo senza che siano messi a punto nuovi paletti di tutela, ma la partita resta aperta tra pressioni interne, la spinta delle imprese e il timore degli agricoltori per i tagli alla Politica agricola comune.
Perché la firma slitta e cosa rischiano gli agricoltori
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Il governo ha deciso di non procedere con una firma immediata dell’intesa prevista in Brasile il 20 dicembre, puntando a ottenere garanzie supplementari per il settore primario e a confrontarsi con le rappresentanze agricole. La scelta vuole evitare di alimentare ulteriori tensioni con Coldiretti, che considera il trattato una minaccia per prodotti come carne bovina e pollame.
All’origine della protesta ci sono anche le modifiche alla CAP: un ridimensionamento stimato in circa 80 miliardi che, secondo gli agricoltori, ridurrebbe sensibilmente le risorse disponibili per il settore, ora intorno ai 300 miliardi indicati dalla Commissione come «minimo garantito».
Il quadro internazionale e il ruolo italiano
Il Consiglio Ue in corso affronterà insieme il dossier del bilancio e la ratifica dell’accordo Mercosur. L’Italia si trova nella posizione delicata di ago della bilancia tra Paesi favorevoli — come Germania e Spagna — e Stati più scettici, tra cui Polonia, Austria e Francia. Parigi, con il presidente Emmanuel Macron, ha già espresso la propria contrarietà a un’accelerazione forzata del voto.
- Chi protesta: circa 12.000 agricoltori e ~1.000 trattori attesi a Bruxelles.
- Tempi e firme: firma prevista originariamente il 20 dicembre in Brasile; il governo ora parla di possibili tempi più larghi (gennaio).
- Tutela agricola: richieste di clausole di salvaguardia e meccanismi di reciprocità su ambiente, benessere animale e sicurezza alimentare.
- Impatto economico: il Mercosur varrebbe circa 14 miliardi per l’Italia secondo Confindustria.
La posizione del Governo e le voci dei ministri
Il governo sottolinea che non si tratta di un blocco, ma di una condizione: l’accordo sarà approvato solo dopo l’inserimento di misure che assicurino reciprocità e protezione per il comparto agricolo. Il ministro degli Esteri ha confermato la disponibilità a firmare una volta risolte le clausole di salvaguardia; il titolare dell’Agricoltura ha parlato di un’intesa che può diventare «ottima» se accompagnata da garanzie adeguate.
Parlamento europeo e clausole di protezione
Il 16 dicembre il Parlamento europeo ha dato il via libera in prima lettura a un pacchetto di misure pensate per proteggere i produttori Ue. Tra le proposte più rilevanti:
- Sospensione temporanea delle preferenze tariffarie per prodotti considerati sensibili (es. carne, pollame) se le importazioni danneggiano il mercato comunitario.
- Nuove soglie e tempi d’indagine: si valuta un criterio di aumento medio del 5% su tre anni (contro il 10% annuo precedentemente proposto) e indagini più rapide, con termini ridotti per l’attivazione delle misure.
- Introduzione di un meccanismo di reciprocità che verifichi il rispetto di standard equivalenti in materia di ambiente, salute, sicurezza alimentare, benessere animale e diritti del lavoro.
Queste novità cercano di conciliare apertura commerciale e tutela della produzione europea, ma non hanno ancora placato le preoccupazioni a livello politico e sociale.
Pressioni tra imprese e associazioni agricole
Il fronte economico spinge nella direzione opposta: Confindustria sottolinea l’opportunità del Mercosur per le esportazioni italiane, valorizzando uno sbocco alternativo in un contesto di tensioni sui dazi con altri mercati. Dall’altra parte, Coldiretti e la Filiera Italia chiedono garanzie stringenti o il rinvio.
Nel dibattito sono emerse fratture non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno delle stesse rappresentanze del settore agroalimentare: associazioni industriali e agricole non sono allineate sulle forme e sull’efficacia delle clausole di salvaguardia.
Cosa succederà ora
La decisione finale passerà dal Consiglio, dove è richiesta una maggioranza qualificata degli Stati membri: non c’è ancora convergenza. Nel frattempo, la protesta a Bruxelles vuole mettere pressione sul Governo italiano perché ottenga dalla Commissione impegni concreti prima di autorizzare la firma.
Per i prossimi giorni vale osservare tre elementi chiave: l’evoluzione delle misure tecniche proposte dalla Commissione, il confronto tra Roma e le rappresentanze agricole, e il posizionamento degli altri grandi Stati membri. L’esito influenzerà non solo i flussi commerciali, ma anche il bilancio e le risorse per l’agricoltura in tutta l’Unione.












